Rete aerea

Wizz Air valuta uscite e revisioni nelle basi europee

Il vettore raccoglie adesioni volontarie tra i piloti e prospetta riduzioni operative anche in Italia, ma mancano conferme definitive.

Wizz Air valuta uscite e revisioni nelle basi europee

Il ridimensionamento delle attività nel trasporto aereo potrebbe coinvolgere anche Wizz Air. La compagnia ha annunciato un programma di uscite volontarie rivolto ad alcuni piloti della base di Londra Luton, mentre fonti interne riferiscono di una più ampia riorganizzazione della rete europea.

La procedura riguarderebbe in particolare i primi ufficiali, cioè i first officers, dello scalo britannico. Il sindacato Balpa, che rappresenta i piloti nel Regno Unito, ha confermato che la compagnia sta raccogliendo manifestazioni di interesse per partenze incentivate. L’iniziativa sarebbe legata alla riduzione dei voli programmati per la stagione invernale e alla necessità di adeguare gli organici.

Ristrutturazioni in Europa

Secondo le informazioni riportate da Bloomberg e confermate da Reuters, Wizz Air starebbe valutando anche una revisione delle proprie basi operative. I segnali più concreti arrivano dalla Romania, dove sono state ipotizzate riduzioni di capacità e interventi di ristrutturazione. Nel settembre scorso, il sindacato Flight Personnel Union Romania aveva comunicato di essere stato informato da Wizz Air Malta di un progetto riguardante quattro basi, tra cui Bucarest.

Alla base delle scelte ci sarebbero il contenimento dei costi, il quadro geopolitico e l’aumento del prezzo del carburante. In questo scenario, la compagnia potrebbe rivedere l’impiego degli aeromobili e il numero di dipendenti negli scali meno redditizi. Si tratta tuttavia di indicazioni ancora parziali e non di un piano definitivo annunciato per l’intera rete.

Possibili effetti sul mercato italiano

Tra le basi che potrebbero essere interessate da una revisione di frequenze e collegamenti figurano anche Roma Fiumicino e Venezia. Al momento non risultano conferme ufficiali di tagli in Italia, ma le due basi non sembrano escluse dal processo di riorganizzazione in corso.

Un’inchiesta del Corriere della Sera, citata nel quadro della ricostruzione, ha indicato le perdite stimate di alcuni scali: Londra Luton avrebbe registrato il dato più negativo, pari a 60 milioni di euro, seguita da Roma Fiumicino con 48 milioni. Budapest e Dortmund avrebbero segnato perdite stimate per 34 milioni, mentre Venezia si sarebbe attestata a 9 milioni di euro.

Per gli osservatori, la revisione delle attività nelle basi meno performanti potrebbe condizionare i programmi di sviluppo del vettore nel mercato italiano. Il quadro resta comunque in evoluzione: le informazioni disponibili descrivono possibili interventi su frequenze, voli e organici, senza fornire ancora un calendario definitivo né confermare la chiusura di basi.