La montagna italiana si prepara ad affrontare un inverno con innevamento scarso e guarda alle nuove generazioni per rafforzare la competitività delle imprese. Il tema è stato al centro dell’assemblea dell’Anef, l’Associazione nazionale esercenti funiviari, che ha indicato nella capacità di vivere e lavorare in quota tutto l’anno una delle priorità per il futuro del settore.
Secondo le proiezioni del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine, l’innevamento potrebbe restare molto limitato almeno fino a gennaio inoltrato. Uno scenario che rende ancora più urgente la costruzione di un’offerta turistica articolata su quattro stagioni, capace di ridurre la dipendenza dalle sole settimane invernali.
Ricambio generazionale e formazione
L’assemblea generale, svolta nell’ambito di Milano Mountain Show, ha messo al centro il ricambio generazionale, coinvolgendo giovani imprenditori del comparto funiviario e studenti del Polo Unimont dell’Università degli Studi di Milano. Il confronto ha riguardato competenze professionali, investimenti, destagionalizzazione e qualità della vita nelle comunità montane, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra imprese, istituzioni e formazione.
Per il ministro degli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, il futuro dei territori passa anche dalla nuova Legge sulla montagna e dalla revisione dei criteri di classificazione. La montagna, ha sottolineato, non può essere considerata soltanto d’estate o durante la settimana bianca: è un territorio abitato tutto l’anno, che deve poter contare su servizi essenziali come sanità e istruzione e su opportunità per famiglie, giovani e imprese.
In rappresentanza del governo è intervenuta Erika Guerri, capo di gabinetto del ministero del Turismo, che ha richiamato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e operatori. Al centro, ha spiegato, ci sono lavoro e formazione, insieme a misure strutturali per sostenere il comparto e gli impianti di risalita, considerati un’infrastruttura essenziale per la vita e il futuro delle aree montane.
Le idee per la montagna del 2040
All’assemblea hanno partecipato per la prima volta sei giovani imprenditori del settore funiviario, chiamati a condividere una visione della montagna del 2040. Chiara Orleoni, Guglielmo Ghezze, Daniel Perathoner, Giorgio Gamba, Elisabeth Vendruscolo e Ian Rocca hanno portato esperienze maturate rispettivamente a Bielmonte, Cortina, Castelrotto, San Martino di Castrozza, Falcade e Livigno.
Nei loro interventi sono emerse parole chiave come rete, storia, benessere, integrazione, destagionalizzazione ed esperienza. Il punto centrale è stato il ruolo delle persone e delle comunità, insieme alla necessità di integrare i servizi e rendere possibile la frequentazione della montagna durante tutto l’anno attraverso cultura, sport e attività outdoor.
La presidente Anef Valeria Ghezzi ha sintetizzato le priorità indicando nei giovani, nelle loro competenze e nella capacità di fare impresa una leva per la crescita dei territori. Tra le prospettive citate figurano la valorizzazione delle comunità locali, la diversificazione dell’offerta e gli investimenti coerenti con le vocazioni dei singoli luoghi.
Resta infine la sfida del cambiamento climatico, che secondo l’associazione richiede ricerca, tecnologie evolute, efficienza energetica, gestione responsabile delle risorse e mobilità sostenibile.