Intervista musicale

Benny Benassi: «L’Appennino è un luogo in cui tornare»

Il dj racconta il legame con Costabona, le feste nelle aie e una carriera tra club, festival internazionali e grandi città

Benny Benassi: «L’Appennino è un luogo in cui tornare»

Dal successo internazionale di Satisfaction al legame sempre più stretto con l’Appennino reggiano: la storia di Benny Benassi, nome d’arte di Marco Benassi, attraversa discoteche, festival e città come New York, ma mantiene le radici a Reggio Emilia. È qui che il dj è cresciuto e dove vive tuttora. Da questa terra è partito un percorso che lo ha portato a esibirsi dal Coachella, in California, ai grandi appuntamenti della musica elettronica, fino a un dj set a sorpresa a Times Square per presentare l’album Feel The Bass.

La sua formazione comincia tra gli anni Ottanta e Novanta, quando Reggio Emilia era uno dei centri italiani dell’Italodisco. Dopo le prime esperienze al Marabù, dove lavorò come professionista tra il 1992 e il 1993, Benassi approdò allo studio di Alfredo “Larry” Pignagnoli. Lì rimase per circa dieci anni, prima di avviare un proprio percorso produttivo. Nei primi anni Duemila, Satisfaction divenne una hit mondiale e uno dei brani simbolo dell’electro house. Negli anni successivi arrivarono collaborazioni con Madonna, Chris Brown e Skrillex e, nel 2008, un Grammy Award per il remix di Bring the Noise dei Public Enemy.

Il ritorno alle radici

Alla dimensione internazionale della carriera si è affiancato un rapporto più intenso con le montagne della provincia. A Castellarano, nella valle del Secchia, Benassi è tra gli ideatori dell’Electronic BBQ Festival, manifestazione gratuita che porta dj internazionali al Parco dei Popoli e coinvolge associazioni e attività locali. L’evento ha raggiunto circa 30.000 partecipanti e punta a unire la cultura del clubbing alla valorizzazione del territorio.

A Costabona, frazione di Villa Minozzo, il musicista ha invece trovato un contesto più raccolto. Insieme alla compagna Alessandra ha ristrutturato un antico metato, un edificio usato in passato per essiccare le castagne, trasformandolo in Casa Fumé. Il borgo, che d’inverno conta poche decine di abitanti, lo ha colpito per la presenza della trattoria, del bar come punto di ritrovo e per il ritorno di giovani nelle case dei nonni. «È un paese rimasto ancora autentico», ha raccontato, descrivendolo come una dimensione in cui vorrebbe poter trascorrere del tempo.

Da questo rapporto è nato Forni in Festa, iniziativa che ha riportato al centro della vita del paese gli antichi forni delle aie. Un tempo venivano utilizzati per preparare il pane della settimana; durante la manifestazione sono diventati punti d’incontro insieme a sette postazioni con dj set, vinili, gruppi rock, cibo e cocktail. Secondo Benassi, eventi di questo tipo possono creare occasioni per favorire il ritorno dei giovani nei luoghi d’origine e rafforzare il senso di comunità.

Tra New York, Ibiza e i grandi festival

Nel racconto della sua carriera, il dj indica New York come il luogo che più lo ha colpito. Vi arrivò nel 2003 e iniziò a frequentarla l’anno successivo, dopo aver trovato un agente negli Stati Uniti. Ha vissuto anche nel West Village, ma osserva che oggi la città è più difficile da abitare, anche per ragioni economiche. Meno intenso, invece, il rapporto con Berlino, mentre Ibiza è stata per anni una tappa importante per ascoltare altri artisti e raccogliere nuove idee.

Benassi ha suonato tre volte al Coachella e ha partecipato a festival americani come Beyond Wonderland, Escape from Wonderland ed EDC, eventi capaci di richiamare fino a 80mila persone a sera. Tra le esperienze più recenti cita anche il Burning Man, nel deserto del Nevada, e i viaggi in van con la compagna. Per lui un festival non è soltanto un appuntamento musicale, ma un’esperienza più ampia, fatta anche di campeggio, amicizie e rapporto con l’ambiente.