ITINERARI

Un borgo alpino tra storia, natura e sapori

A 1.800 metri, architetture in pietra, sentieri e cucina occitana raccontano una valle vicina al confine francese.

Un borgo alpino tra storia, natura e sapori

Attraversato dal torrente Varaita e diviso in due nuclei collegati da un ponte in pietra, Chianale conserva l’aspetto di un insediamento alpino dell’alta Valle Varaita. Le abitazioni sono costruite con pietra e ardesia, hanno tetti in lose, balconi e scale in legno. La frazione di Pontechianale si trova in provincia di Cuneo, a circa 1.800 metri di quota, lungo la strada che conduce al Colle dell’Agnello e al confine con la Francia.

La sua identità risente dei rapporti storici con il versante francese. Chianale appartenne al Delfinato fino al 1713, quando passò ai Savoia, mentre la lingua occitana e le tradizioni locali testimoniano ancora la dimensione transalpina della valle. La via principale, lo Chemin Royal, era un’antica strada di collegamento con la Francia, utilizzata anche per il trasporto del sale.

Le chiese e le tracce della storia

La visita può iniziare proprio dal Chemin Royal, tra case addossate e vicoli laterali, fino al ponte sul Varaita. Nei pressi del passaggio si trova la chiesa di Sant’Antonio Abate, risalente al XIV secolo. L’antica parrocchiale conserva elementi romanici e gotici e un ciclo di affreschi tardomedievali dedicato al Giudizio universale, realizzato tra la fine del XIV e la prima metà del XV secolo.

Sull’altro lato del torrente sorge la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, costruita tra il XVII e il XVIII secolo. All’interno è custodito un altare barocco del 1726, in legno intagliato e policromo, sostenuto da quattro colonne tortili ricavate dal pino cembro. Lungo la via principale si trova anche Casa Martinet, ciò che resta di un antico tempio calvinista: sulla facciata, una bifora con gli stemmi di Francia e del Delfinato richiama la storia politica della comunità.

Ospitato nell’antica chiesa dei Cappuccini, il Museo del Costume e dell’Artigianato tessile raccoglie abiti femminili tradizionali di Pontechianale, Bellino e Casteldelfino. La collezione comprende il pesante panno di lana scura chiamato drap, cuffie decorate, nastri, gioielli e testimonianze delle lavorazioni domestiche. Tra gli oggetti esposti ci sono le coperte fyasà, i kuryòt e le calzature in panno infeltrito note come chowsùn a Bellino e chusùn a Casteldelfino.

Escursioni, cucina e soggiorni

Il territorio offre percorsi verso il Lago Blu, o Lago Bleu, a circa 2.533 metri, ai piedi della Tour Real. Il sentiero attraversa pascoli e conche d’alta montagna e richiede un minimo di preparazione. A 2.744 metri, il Colle dell’Agnello collega la Valle Varaita al Queyras francese ed è frequentato da ciclisti e appassionati di montagna. La strada può essere chiusa per neve e ghiaccio, perciò è necessario verificarne l’apertura prima della partenza.

Tra Pontechianale, Casteldelfino e Sampeyre si estende il Bosco dell’Alevé, una delle principali foreste di pino cembro delle Alpi occidentali. La cembreta occupa circa 825 ettari, tra 1.500 e 2.500 metri di quota. Nei pressi del Rifugio Bagnour si trova un esemplare alto circa 18 metri, ritenuto vecchio di circa 500 anni.

La cucina locale riflette la tradizione alpina e i legami con la Francia. Le ravioles sono gnocchi allungati a base di patate, talvolta con formaggio, solitamente conditi con burro fuso. Si trovano anche i crosetins, gnocchetti di farina di segale, e il toumin dal Mel, un formaggio a pasta molle. Tra i locali citati figurano La Montagnard Risto Museo, la Locanda La Peiro Groso e il Ristorante Laghi Blu. Per il pernottamento sono disponibili le camere della locanda e l’Agriturismo Pra Mourel, con sistemazioni in una casa rurale ristrutturata.

Il clima è alpino, con inverni freddi e nevosi ed estati generalmente fresche. Luglio e agosto sono indicati per le escursioni in quota, ma prima di partire è opportuno controllare le condizioni dei sentieri, la presenza di neve residua e l’eventuale chiusura del Colle dell’Agnello.