Viaggio toscano

Storia, porchetta e tesori della Val di Chiana

Un borgo aretino conserva tracce etrusche, architetture rinascimentali, percorsi rurali e feste legate alle tradizioni locali.

Storia, porchetta e tesori della Val di Chiana

Nel cuore della Val di Chiana, in provincia di Arezzo, un borgo di circa 8mila abitanti unisce storia, architettura e tradizioni gastronomiche. La porchetta, celebrata ogni anno con una sagra, è uno degli elementi più riconoscibili della cultura locale, ma il patrimonio del paese va oltre la tavola. Le origini risalgono agli Etruschi e la posizione collinare ebbe un ruolo strategico nel controllo della valle durante il Medioevo.

Nel territorio dell’attuale comune sorse l’insediamento romano di Ajalta. Nel 1287 il centro passò sotto il controllo di Firenze, che gli assegnò lo stemma ancora oggi utilizzato, con il giglio rosso fiorentino sopra un monte a sei colli e due rami di savina. Nel 1325 il paese fu incendiato durante l’attacco del vescovo di Arezzo Guido Tarlati e rimase disabitato per oltre dieci anni. Dal 1336 il territorio fu conteso tra Perugia, Siena e Firenze.

Palazzi, chiese e opere d’arte

La successiva presenza della famiglia fiorentina Ciocchi segnò una nuova fase della storia locale. Tra i suoi esponenti ci fu il cardinale Antonio Maria Ciocchi del Monte, vissuto tra il 1461 e il 1533, al quale si devono diverse opere pubbliche, tra cui il palazzo del Municipio. Il percorso nel centro storico comprende la chiesa di Santa Chiara, costruita nel 1625 vicino al cassero e appartenuta al complesso delle Clarisse. Al suo interno è conservata una terracotta del Sansovino raffigurante la Madonna con il Bambino e Santi.

Tra i punti principali del borgo ci sono Piazza Gamurrini, l’antica guglia del 1644 e Palazzo Galletti. Lungo corso San Gallo si incontrano Palazzo di Monte, sede comunale realizzata nel 1515 in pietra serena a bugnato, con cortile, loggiato e giardino pensile, e il palazzo Pretorio, riconoscibile dagli stemmi fiorentini. Merita una visita anche la chiesa di Sant’Agostino, costruita nel XIV secolo dagli Agostiniani in stile gotico-umbro. Il complesso conserva diverse opere, tra cui una vetrata del rosone e la lastra tombale del Sansovino. Tra gli edifici storici figura infine l’ex sinagoga, più volte restaurata e caratterizzata da parti riferibili agli interventi eseguiti tra il 1720 e il 1760.

Tra castelli, cammini e tradizioni

Nei dintorni si trova il santuario delle Vertighe, dove a Ferragosto si svolge una festa con fuochi d’artificio e bancarelle. La chiesa custodisce una tavola duecentesca di Margarito e Ristoro d’Arezzo; la Madonna delle Vertighe è indicata come patrona dell’Autostrada del Sole. A circa 6 chilometri dal paese, lungo la vecchia statale Senese-Aretina verso Siena, sorge il castello di Gargonza, edificio medievale circondato dai boschi e oggi struttura ricettiva.

La campagna della valle offre percorsi tra coltivazioni, vigne e oliveti, oltre a diversi itinerari CAI. Il sentiero della Bonifica, percorribile a piedi o in bicicletta, attraversa il paesaggio della Val di Chiana per 52 chilometri, dalla Chiusa dei Monaci fino ai tratti più vicini al territorio, come quello di Montagnano.

Il calendario locale comprende la Rievocazione storica del Conte Baldovino, con cortei, giochi in piazza e spettacoli, e il Festival delle musiche, organizzato tra luglio e agosto da oltre 25 anni con corsi, saggi e concerti. La Sagra della porchetta, nata nel 1964, si tiene ogni anno il secondo fine settimana di settembre. A completare il quadro gastronomico ci sono l’olio d’oliva, l’aglione, il vino e specialità come gli gnocchi di crema cotta. Nel mese di novembre si svolge invece la fiera di Santa Caterina, legata alla tradizione degli acquisti per la casa, il lavoro e l’allevamento.