Turismo locale

Oltrepò, così rinascono i borghi tra ospitalità e vino

Un progetto diffuso riapre case, bottega e attività, mentre giovani produttori rilanciano l’identità enologica delle colline pavesi.

Oltrepò, così rinascono i borghi tra ospitalità e vino

La Valle Versa si apre tra boschi, vigneti e tornanti nell’Oltrepò pavese, territorio di piccoli centri, campanili e castelli. Qui Golferenzo rappresenta un esempio di rigenerazione di un borgo collinare che, negli ultimi anni, ha visto tornare attività, residenti e visitatori.

La storia del paese passa anche dai nomi delle sue case, come Ca’ dal Pum Rus, Ca’ dal Muscatè, Ca’ dal Laur e Ca’ di Rugal. Ma il legame più significativo è quello con la Ca’ di Pusten, la casa del postino. Il suo antico proprietario, Giuseppe Brega, percorreva in bicicletta le strade dell’Oltrepò per consegnare la posta. Molti decenni dopo, il nipote Luigi Brega è tornato a Golferenzo con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento.

Un albergo diffuso e una nuova bottega

Brega ha scelto di recuperare i luoghi delle estati dell’infanzia non per nostalgia, ma per riportare vita in un paese che rischiava di spegnersi. Al progetto ha partecipato anche Paola Calonghi, psicoterapeuta milanese trasferitasi qui con la famiglia. Oggi dirige il Borgo dei Gatti, nato dal recupero di alcune abitazioni e riconosciuto nel 2023 come primo albergo diffuso certificato.

L’iniziativa non riguarda soltanto l’accoglienza. Tra gli obiettivi indicati dai promotori ci sono la creazione di lavoro, la riapertura degli edifici chiusi e il ritorno dei servizi di prossimità. La vecchia bottega, inattiva da quarant’anni, è diventata La Bütega, uno spazio per gli acquisti quotidiani e per gli incontri degli abitanti.

La trasformazione coinvolge anche la ristorazione. L’Olmo Napoleonico, un tempo trattoria, è stato rilanciato dallo chef Ivan Milani con un menu che unisce influenze della cucina di confine, dai piatti di mare al tortello piacentino, oltre a pizze e pane. Il ristorante La Corte è invece affidato a Fabrizio Ferrari, già stella Michelin nel 2010, e propone una cucina legata alle materie prime e alla lavorazione artigianale del territorio.

Vignaioli e produzioni dell’Oltrepò

Tra le realtà agricole citate c’è Il Boscasso, azienda di Chiara Onida specializzata nei formaggi di capra. Dopo il trasferimento da Milano alla campagna, l’attività è cresciuta fino a rifornire ristoranti tra Milano e Pavia. Il racconto della zona si intreccia così con quello di una nuova economia rurale, fondata su filiere locali e produzioni specializzate.

Anche il comparto vitivinicolo attraversa una fase di rinnovata attenzione. Nel 2025, la rivista americana Wine Spectator ha inserito un Pinot Nero dell’Oltrepò tra i 100 migliori vini del mondo. Nella cantina storica Travaglino, Achille Bergami lavora insieme alla famiglia Comi e ad altri 28 produttori del Consorzio per rilanciare il marchio Classese, legato al Metodo Classico DOCG oltrepadano.

Accanto alle aziende storiche si muovono nuove generazioni di produttori. Le sorelle Elisa e Silvia Piaggi hanno portato competenze di marketing nella cantina Lefiole, a Montalto Pavese, mentre Lorenzo Scabin sperimenta con le proprie uve nel podere di frazione Chiappeto. A Golferenzo, dal 2023 inserito tra i borghi più belli d’Italia, il percorso passa dalla chiesa di San Nicola e da Palazzo Belcredi Belloni.

Il progetto del Borgo dei Gatti proseguirà nel 2026 con sei nuove suite e l’ampliamento del centro benessere. Per Luigi Brega, il risultato va oltre la conservazione del patrimonio: la rigenerazione del paese produce occupazione e favorisce la nascita di nuove attività.