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Il comune italiano a quota zero: storia di un primato

Nel Ferrarese, tra bonifiche, Valli di Comacchio e tradizioni agricole, una località conserva un legame secolare con l’acqua.

Il comune italiano a quota zero: storia di un primato

In Emilia-Romagna, nella provincia di Ferrara, si trova il comune meno alto d’Italia. Il suo territorio arriva infatti alla quota di 0 metri sul livello del mare, un dato legato alla particolare conformazione della parte orientale della Pianura Padana. Il borgo sorge in prossimità delle Valli di Comacchio, una delle aree umide più estese del Paese, e conta poco più di 4 mila abitanti.

La storia amministrativa di Lagosanto affonda le radici nel Medioevo. Il comune nacque ufficialmente nel 1013, quando l’Abbazia di Pomposa concesse i territori su cui si sarebbe sviluppato il centro abitato. Per secoli il paese fu circondato per tre quarti dalle valli Pega, Ponti e Trebba. La situazione cambiò a partire dagli anni Trenta del Novecento, quando le bonifiche trasformarono progressivamente l’area e favorirono l’affermazione di una vocazione agricola.

Bonifiche, canali e memorie del territorio

Il passato del borgo è legato anche a una lunga disputa con Comacchio sulla proprietà delle valli circostanti. La rivalità si protrasse per quasi due secoli e attraversò vicende come il rogito Giletti, la caduta di Napoleone I e un lodo arbitrale che assegnò la ragione a Comacchio.

Le origini del primo insediamento non sono del tutto note. Secondo alcune fonti locali, potrebbero essere collegate alla vicina Spina e risalire all’epoca preromana. Il centro sarebbe nato con il nome di Lago e avrebbe assunto quello attuale intorno all’anno Mille, in relazione alla presenza di un monaco benedettino, Sant’Appiano, che visse e morì in questa zona.

Un altro elemento importante della storia locale è il canale di Marozzo, una delle più antiche vie di comunicazione del Ferrarese, attraversata fino agli anni Settanta. Allo stesso sistema idraulico è collegato l’impianto idrovoro che oggi ospita la Casa della Memoria. Il sito documenta le fasi della bonifica meccanica e il lavoro che, dal 1872, consentì il prosciugamento di Valle Gallare e delle aree vicine.

Agricoltura e collegamenti

La trasformazione del territorio ha sostenuto lo sviluppo agricolo del comune. Tra le principali testimonianze di questa attività c’è la Sagra della fragola, appuntamento che riunisce tradizioni locali, gastronomia e iniziative dedicate al prodotto. Secondo il testo, nell’area viene coltivato il 90% delle fragole italiane.

Il borgo dista meno di 40 chilometri da Ferrara. In automobile il tragitto richiede circa mezz’ora, mentre chi viaggia con i mezzi pubblici può utilizzare i collegamenti extraurbani della provincia, gestiti da TPER. La posizione tra la pianura e le Valli di Comacchio rende il comune un punto di interesse per chi vuole conoscere la storia delle bonifiche e il paesaggio del Delta del Po.