Nel territorio casertano, all’interno del cratere di un vulcano ormai spento, si trova Roccamonfina, un borgo circondato da boschi e paesaggi collinari. Il centro abitato sorge a circa 600 metri di altitudine, a una ventina di chilometri da Caserta, sulle pendici del monte Santa Croce. La sua posizione e la storia geologica del territorio ne fanno una destinazione caratterizzata da un forte legame con l’ambiente naturale.
Roccamonfina è infatti inserita nel Parco regionale di Roccamonfina e Foce del Garigliano. Il borgo si sviluppa nell’area dell’antico vulcano Roccamonfina, attivo in un periodo compreso tra 600 mila e 50 mila anni fa. Il paesaggio è segnato dalla presenza di estese aree boschive, in particolare castagneti, che nel corso dei secoli hanno contribuito a definire l’identità economica e gastronomica della zona.
Storia e luoghi da visitare
Alla fondazione del paese è legata una leggenda non confermata, secondo la quale sarebbe stato l’imperatore romano Decio a dare origine a Roccamonfina per amore di Fina, una principessa romana arrivata nel territorio per sottrarsi alle persecuzioni della metà del III secolo dopo Cristo. Secondo alcune fonti, invece, il nome del borgo potrebbe derivare dall’antico toponimo del monte Santa Croce, indicato come Monte Fino in documenti risalenti all’incirca all’anno Mille.
Tra gli edifici storici del centro spicca la chiesa collegiata di Santa Maria Maggiore, affacciata su piazza Nicola Amore. Il portico ad arco e il campanile decorato con maioliche, realizzato nel 1775, sono tra gli elementi più riconoscibili dell’edificio. Nel patrimonio religioso del paese rientrano anche la chiesa di San Michele Arcangelo, che conserva un fonte battesimale marmoreo del Seicento, e la chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel XIII secolo in stile romanico e restaurata in epoca recente.
Un altro luogo di rilievo è il santuario di Maria Santissima dei Lattani, fondato nel 1430 da San Bernardino da Siena e da San Giacomo della Marca. La sua origine è collegata al ritrovamento di una statua della Vergine. Il complesso conserva un ampio cortile interno e una fontana in pietra risalente al Quattrocento, elementi che ne caratterizzano l’architettura.
La tradizione delle castagne
Il prodotto più legato al territorio è la castagna, alla quale è riconosciuta l’indicazione geografica protetta Castagna di Roccamonfina. La presenza dei castagni sarebbe precedente alla dominazione romana, mentre la coltivazione assunse un ruolo centrale soprattutto durante il Medioevo. Questa tradizione viene celebrata ogni autunno con una sagra dedicata al frutto, capace di richiamare migliaia di visitatori.
Per il 2026, l’appuntamento è previsto nei fine settimana di ottobre e fino al 1° novembre. La manifestazione rappresenta uno dei momenti principali dell’anno per il borgo e si inserisce in un contesto dove natura, testimonianze storiche e produzioni locali sono strettamente legate.