Fuori rotta

Cinque borghi catalani per un weekend tra storia e tradizioni

Cantine, mura medievali, monasteri: percorso alternativo tra mete meno note della Catalogna

Cinque borghi catalani per un weekend tra storia e tradizioni

La Catalogna offre diverse alternative alle mete più conosciute, con località raccolte e ricche di storia raggiungibili dalla sua principale città. Tra cantine, architetture medievali e complessi monastici, questi cinque borghi permettono di organizzare una pausa diversa, combinando cultura, paesaggio e tradizioni locali.

La città può essere utilizzata come base per gli spostamenti, facendo affidamento su treni e autobus oppure scegliendo un’auto a noleggio, soluzione più flessibile ma anche più costosa. Le distanze variano a seconda della destinazione: alcune località sono adatte a un’escursione, mentre altre richiedono tempi di percorrenza più lunghi e si prestano a una permanenza dedicata.

Tra vino e atmosfere medievali

Il primo itinerario porta a Sant Sadurní d’Anoia, centro di meno di 10 mila abitanti noto per la produzione del cava, lo spumante spagnolo realizzato con metodo classico. Qui si trovano le Cantine Codorníu, progettate dall’architetto Josep Puig i Cadafalch e riconosciute tra i beni di interesse culturale nazionale. Le visite alle cantine includono degustazioni e consentono di conoscere anche gli spazi sotterranei del complesso. Tra le realtà citate figurano inoltre le cantine Freixenet.

A circa 40 chilometri dalla città si trova Sitges, località dal carattere medievale affacciata sul mare. Il percorso può partire dalla piazza del Municipio e dalle antiche mura, per proseguire verso la chiesa di San Bartolomeo e Santa Tecla, edificio risalente al XVII secolo. Tra le tappe figura anche il museo Cau Ferrat, che conserva opere di artisti celebri, compresi alcuni lavori di Picasso.

Più a nord, nel comune di Forallac, Peratallada conserva un centro storico costruito attorno a strade strette e abitazioni in pietra. Il borgo è considerato un museo a cielo aperto per il patrimonio storico-artistico. Il punto centrale è Placa de les Voltes, riconoscibile per il porticato che incornicia la piazza. Da raggiungere in circa un’ora e mezza d’auto, rappresenta una delle tappe più distanti rispetto alla città di partenza.

Paesi piccoli, storia millenaria

Nel Baix Camp, Prades conta meno di 600 abitanti ed è conosciuta con il soprannome di Vila Vermella, legato al colore delle case. Tra i luoghi da vedere ci sono la Placa Major con la fontana rinascimentale, il castello, le mura del centro storico e la chiesa di Santa Maria la Major. Per arrivare sono necessari circa 1 ora e 50 minuti d’auto.

L’ultima tappa è Navarcles, nella provincia di Barcellona, località con meno di 6 mila abitanti legata soprattutto al Monastero di Sant Benet. Il complesso, dedicato a San Benito, fu costruito a partire dal 950 e conserva il chiostro, colonne con capitelli originali e la chiesa. La sua storia, segnata da secoli di trasformazioni e da un restauro avviato nel XX secolo, completa un itinerario tra i centri meno conosciuti della Catalogna.