Memoria appenninica

Lucchio, il borgo verticale tra boschi e storia

Meno di trenta residenti, ruderi medievali e un racconto legato alla difesa della Repubblica di Lucca.

Lucchio, il borgo verticale tra boschi e storia

Lucchio è una frazione di Bagni di Lucca, in provincia di Lucca, arroccata su una parete rocciosa nella Val di Lima, a ridosso dell’Appennino tosco-emiliano. Il nome deriverebbe dal latino lucus, cioè bosco, un richiamo all’ambiente che circonda il paese, immerso soprattutto tra castagni e pendii impervi.

L’abitato colpisce per la sua conformazione verticale e per la posizione quasi sospesa sullo strapiombo. Un antico detto racconta che le donne dovessero impedire alle uova di cadere a valle, arrivando a sistemare piccoli sacchetti sulla coda delle galline. Oggi Lucchio conta circa trenta abitanti ed è la frazione più lontana da Bagni di Lucca, da cui dista 18 chilometri.

Un paese segnato dallo spopolamento

Il borgo si trova a 780 metri di altitudine, sul Monte Penna di Lucchio, da dove lo sguardo raggiunge la Piana di Lucca e parte dell’Appennino pistoiese. Anche qui lo spopolamento ha lasciato il segno, aggravato dalle epidemie che colpirono la zona all’inizio del secolo scorso. Il Fondo per l’Ambiente Italiano si impegna a mantenere viva l’attenzione sulle piccole realtà storiche e paesaggistiche del territorio.

Tra le possibilità per chi visita la zona c’è un sentiero sterrato diretto verso Croce a Veglia. In passato il percorso era utilizzato dai pellegrini che cercavano rifugio a Spedaletto, oggi ridotto a ruderi. Il cammino offre una visuale ampia sul paesaggio circostante, mentre nel centro abitato restano le tracce di un passato fatto di case medievali, edifici abbandonati e lapidi dedicate alla Seconda guerra mondiale.

Della rocca, un tempo elemento centrale della difesa locale, rimangono ruderi sufficientemente leggibili da riconoscerne il perimetro e la disposizione degli alloggi della guarnigione. Anche la chiesa di San Pietro a Lucchio conserva una storia stratificata: l’edificio risale al Duecento, ma fu ricostruito nel Seicento. Il campanile venne aggiunto verso la fine dell’Ottocento.

La difesa del castello nel Quattrocento

Per la sua posizione, Lucchio fu un punto di osservazione militare della Repubblica di Lucca durante i conflitti con Firenze. Nel 1437 il paese riuscì a non essere occupato grazie all’azione di due giovani donne, Anastasia di Martino e Lucia di Nicolao, originarie di Vico Pancellorum.

Secondo il racconto tramandato in una supplica, le due ragazze affrontarono il comandante della rocca, Gaspero da Stazzema, accusato di voler favorire l’ingresso dei fiorentini e tradire Lucca. Dopo averlo immobilizzato e aver recuperato le chiavi della fortezza, Anastasia e Lucia permisero agli abitanti di intervenire. Per questo episodio, nel 1441 la Repubblica di Lucca ridusse i tributi imposti al paese e ne limitò eventuali aumenti.

La concessione non risolse però le difficoltà della comunità. Lucchio rimase tra i centri più poveri dell’area e la rocca continuò a essere coinvolta nelle tensioni politiche e militari. Nel 1525, infine, il paese offrì rifugio ad alcuni importanti nemici di Lucca, tornando al centro delle vicende che per secoli ne hanno segnato la storia.