Tra le Alpi Cozie, nell’Alta Valle Varaita, Chianale è uno degli ultimi insediamenti italiani prima del Colle dell’Agnello, il passo che conduce verso il Queyras francese. Il piccolo comune del Cuneese, con meno di 200 residenti stabili, conserva un impianto urbano legato alla storia dei collegamenti alpini e si trova a circa 1.800 metri di quota.
Il torrente Varaita divide l’abitato in due parti, collegate da un ponte in pietra diventato uno dei simboli del paese. Le abitazioni sono costruite in ardesia e legno e hanno i caratteristici tetti in lose, pietre piatte utilizzate per proteggere gli edifici dal clima rigido. Nei vicoli lastricati restano tracce dell’architettura medievale, tra travi a vista e dettagli in ferro battuto. La memoria delle tradizioni provenzali è conservata anche nel Museo del Costume e dell’Artigianato Tessile.
Un territorio segnato dalla storia
Le prime testimonianze di insediamenti risalgono all’epoca romana. Nel corso dei secoli l’Alta Varaita fu interessata dalle incursioni saracene, ricordate nelle feste popolari della Baìo di Sampeyre e della Beò di Bellino. Dopo il passaggio ai marchesi di Saluzzo e al Delfinato francese, Chianale fece parte, dal 1363 al 1713, della République des Escartouns, un sistema amministrativo che garantiva ampia autonomia ai villaggi alpini della zona.
Con il Trattato di Utrecht il paese passò sotto il dominio dei Savoia e il confine tra Italia e Francia venne fissato al Colle dell’Agnello. Nel XVII secolo Chianale divenne un riferimento per la comunità calvinista della valle. La presenza di un antico tempio protestante, oggi riconoscibile come Casa Martinet, accanto alla Chiesa di Sant’Antonio, testimonia la coesistenza tra cattolici e riformati.
Sentieri, boschi e attività all’aperto
Tra gli edifici religiosi spicca la Chiesa di Sant’Antonio, risalente al XIV secolo, con un portale romanico a triplice ghiera e mascheroni scolpiti. Dall’altra parte del torrente si trova la Chiesa di San Lorenzo, del XVIII secolo, che conserva un altare barocco intagliato nel legno di pino cembro.
Il borgo è inoltre un punto di partenza per raggiungere il Bosco dell’Alevè, una delle più vaste foreste europee di pini cembri, citata da Virgilio nell’Eneide. Durante la stagione estiva i sentieri conducono verso il Monviso; in inverno il territorio viene utilizzato per lo sci nordico, le ciaspolate e le arrampicate sulle cascate di ghiaccio. Nei dintorni si trova anche il Lago di Pontechianale, un bacino artificiale nato dallo sbarramento del Varaita: per realizzarlo una frazione fu sommersa e ricostruita nelle vicinanze, mentre nei periodi di magra alcune strutture possono riaffiorare.
La cucina locale comprende formaggi d’alpeggio, miele artigianale e ravioles della Valle Varaita, gnocchi allungati conditi con burro e toma. Chianale dista circa 71 chilometri da Cuneo e 131 da Torino. In auto si percorrono la SP8 fino a Sampeyre, poi la SP105; la SP251 prosegue verso il Colle dell’Agnello. Nel periodo estivo alcuni autobus da Saluzzo e Sampeyre raggiungono il paese, con circa due corse al giorno.