Sapori e paesaggi

Tre strade dell’olio tra mare, borghi e uliveti

Dalle denominazioni protette alle degustazioni, un itinerario fra coste, montagne e produzioni della tradizione isolana.

Tre strade dell’olio tra mare, borghi e uliveti

In Sicilia l’olio extravergine di oliva è parte di una storia mediterranea millenaria e accompagna un viaggio tra paesaggi costieri, borghi e aree protette. Lungo la fascia settentrionale dell’isola, dove il Tirreno incontra l’entroterra montano, si concentrano tre denominazioni di origine protetta: Dop Valli Trapanesi, Dop Val di Mazara e Dop Valdemone. Ognuna è legata a cultivar, territori e tradizioni differenti.

La prima tappa è nell’area compresa tra Trapani, Custonaci e Castellammare del Golfo. A Trapani il percorso può partire dal centro storico e dal porto, con una sosta al Panificio Oddo per assaggiare panelle, crocchette e arancine. Il litorale si presta anche a escursioni in gommone verso il golfo di Castellammare, i faraglioni di Scopello e la costa di Terrasini. Da qui si raggiunge Custonaci, affacciata sul golfo di Bonagia e collocata a circa 186 metri sul livello del mare.

Nei dintorni si trovano la Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano, la baia di Cornino e le Grotte di Scurati. La Grotta Mangiapane conserva un antico villaggio rurale ottocentesco, mentre nel periodo natalizio ospita un presepe vivente. Il territorio offre anche occasioni per conoscere da vicino la produzione olearia: ai piedi del Monte Cofano si trovano i Premiati Oleifici Barbera, azienda attiva da cinque generazioni. Tra le produzioni citate c’è un extravergine monocultivar Nocellara del Belice, proposto anche attraverso visite e degustazioni.

Tra Piana degli Albanesi e i Nebrodi

La Dop Val di Mazara interessa soprattutto le province di Palermo e Agrigento. Le cultivar principali sono Biancolilla, Nocellara del Belice e Cerasuola. L’area produttiva supera i 35.000 ettari e comprende quasi 30.000 aziende. La raccolta delle olive, effettuata con mezzi meccanici o per brucatura, inizia all’inizio della maturazione e deve concludersi entro il 30 dicembre.

L’itinerario prosegue verso Piana degli Albanesi, borgo di identità arbëreshë situato a circa 740 metri di quota. Il paesaggio cambia dalla costa alle montagne della Riserva del Monte Pizzuta e del Bosco della Ficuzza. In paese si incontrano botteghe, caseifici e pasticcerie dove acquistare cannoli, ricotta, formaggi e caciocavallo di vacca Cinisara. Poco fuori dal centro, il lago di Piana degli Albanesi offre sentieri per bici e corsa, oltre alla possibilità di praticare canoa, kayak e trekking a cavallo.

Verso nord-est si entra nell’area della Dop Valdemone, legata ai comuni della provincia di Messina e al Parco dei Nebrodi. Le cultivar principali sono Ogliarola Messinese, Santagatese e Minuta. Santo Stefano di Camastra aggiunge al percorso la tradizione delle ceramiche, mentre il Museo della Ceramica di Palazzo Trabia documenta la storia di un artigianato un tempo legato anche alla conservazione dell’olio.

La strada verso Caronia attraversa boschi e corsi d’acqua del Parco dei Nebrodi. A Capri Leone, tra uliveti secolari e panorami sul Tirreno, il borgo antico si trova a circa 400 metri; poco distante, San Marco d’Alunzio offre una vista sulle Eolie e sulla costa. Per mangiare e pernottare, il percorso comprende strutture e ristoranti distribuiti tra Trapani, Piana degli Albanesi e il Messinese, tra cui il Cala Buguto Hotel, la Masseria Rossella, l’Antica Filanda e il ristorante Il Grande Pino.