Escursioni trentine

Tre itinerari d’autunno tra lago, olivi e montagne

Noce di Bleggio, uliveti e cime alpine accompagnano camminatori tra cultura locale, panorami e tracce della Grande Guerra.

Tre itinerari d’autunno tra lago, olivi e montagne

Il versante trentino del Lago di Garda offre una rete di percorsi adatti a diversi livelli di preparazione, dove il paesaggio si intreccia con la storia e le attività tradizionali. In autunno, i sentieri consentono di osservare il rapporto tra comunità locali e ambiente attraverso panorami sul lago, borghi rurali, coltivazioni e testimonianze del passato. Secondo i dati citati nell’articolo, l’area gardesana raggiunge circa 28 milioni di presenze annuali.

Tra gli itinerari segnalati ci sono il Sentiero della Noce, nel territorio di Comano, il Sentiero dell’Olivo ad Arco e la salita al Monte Stivo, nelle Alpi di Ledro. I primi due sono percorsi semplici e accessibili, mentre la vetta dello Stivo richiede una preparazione fisica maggiore. Nel complesso, i cammini permettono di combinare attività all’aperto, conoscenza dei prodotti locali e osservazione del paesaggio.

Tra noci, borghi e oliveti

Il Sentiero della Noce parte da Santa Croce del Bleggio, a circa 600 metri di quota, ed è stato recentemente rinnovato grazie alla collaborazione tra APT Garda Dolomiti, Comune di Bleggio Superiore, Ecomuseo della Judicaria e Confraternita della Noce del Bleggio. Il percorso è dedicato a una cultivar già presente in epoca romana, riconosciuta come prodotto Slow Food e caratterizzata da un gusto dolce e aromatico.

Lungo il tracciato sono presenti sette pannelli illustrati, pensati per raccontare il valore culturale, paesaggistico ed economico della noce di Bleggio. Le tappe illustrano le varietà locali, gli usi del legno, i dolci e i liquori della tradizione. Il cammino attraversa inoltre borghi rurali storici, prati terrazzati, muretti a secco e stradine secondarie.

Ad Arco, a circa 90 metri sul livello del mare, il Sentiero dell’Olivo si sviluppa ad anello tra filari di ulivi coltivati da secoli. Il percorso, semplice e accessibile, comprende quattordici installazioni informative dedicate alla storia della pianta, alla geologia e al territorio. L’itinerario passa anche vicino alle testimonianze medievali di Arco e illustra i prodotti ricavati dalle olive, tra cui l’olio e le mòlche, una preparazione oleosa utilizzata tradizionalmente per un pane saporito.

La salita al Monte Stivo

Più impegnativa è la salita al Monte Stivo, che raggiunge i 2.059 metri e offre una vista sul Garda Trentino e su numerosi gruppi montuosi, tra cui Adamello-Presanella, Ortles e Cevedale, Dolomiti di Brenta, Catinaccio, Sella, Marmolada, Lagorai e Pale di San Martino.

La cima può essere raggiunta da Sant’Antonio seguendo il sentiero classico: l’itinerario ha difficoltà media, dura circa quattro ore, misura 9,7 chilometri e presenta un dislivello di 850 metri. In alternativa si può partire da Malga Campo, con un percorso di 8,4 chilometri, sempre di difficoltà media, della durata indicata di quattro ore e con un dislivello di 590 metri. Entrambi i tracciati arrivano fino a quota 2.057 metri e conducono al Rifugio Stivo – Prospero Marchetti, costruito tra il 1905 e il 1906. Lungo i sentieri sono visibili anche tracce delle linee del fronte della Grande Guerra.