Le tariffe aeree in Europa potrebbero aumentare fino al 20% nel 2027. A prevederlo è Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, secondo quanto riferito da Bloomberg. Il manager ha collegato il possibile rialzo al protrarsi della guerra in Medio Oriente e alla conseguente crescita dei prezzi del petrolio, fattori destinati a mettere sotto pressione i margini delle compagnie.
Secondo O’Leary, i vettori potrebbero essere costretti a trasferire sui passeggeri una parte dei maggiori costi del carburante. Il ceo di Ryanair ha però espresso dubbi sul fatto che l’aumento dei biglietti possa bastare a compensare il forte rincaro del petrolio. La compagnia, inoltre, risulta coperta soltanto per il 15% dal rischio di aumento del jet fuel previsto per il prossimo anno. A gennaio è atteso anche il primo Boeing 737 Max 10.
Le conseguenze sui collegamenti
Le tensioni sui mercati energetici si aggiungono ai problemi già registrati nella distribuzione del carburante. Un’agitazione degli autotrasportatori ha lasciato senza rifornimenti gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria, come indicato da Enav in un avviso rivolto a piloti e personale di volo. Gli equipaggi sono stati invitati a pianificare il rifornimento nello scalo di partenza o in quello precedente, in quantità sufficiente per le tratte successive. Nessuna criticità è stata segnalata invece a Lamezia Terme.
In questo scenario, Ryanair ha annunciato il taglio di 20 rotte da Bruxelles-Charleroi e Zaventem per l’inverno 2026. La decisione è stata presentata come risposta all’aumento della tassa aeroportuale belga, che passerà da 2 a 7 euro nel gennaio 2027. A Zaventem sarebbero cancellati i collegamenti con Malaga, Barcellona, Roma-Fiumicino, Madrid, Porto, Marrakech e Valencia. Da Charleroi verrebbero invece soppressi i voli per Amman, Dubrovnik, Nîmes, Genova, Katowice, Lodz, Newcastle, Asturie-Oviedo, Poznan, Reggio Calabria, Sarajevo, Trapani e Varsavia-Modlin.
La compagnia sostiene che la maggiore fiscalità riduca la competitività del Belgio rispetto ad altri Paesi europei, tra cui l’Italia. In una nota, Ryanair ha definito l’incremento del prelievo una conseguenza della decisione del governo federale di aumentare del 250% la tassa sull’aviazione. Se Bruxelles dovesse ritirare la misura, il vettore prenderebbe in considerazione l’apertura di 100 nuove destinazioni, con una stima di 1.000 posti di lavoro. Il governo della Vallonia ha chiesto di valutare le conseguenze dei tagli e di proseguire il dialogo con la compagnia.
Riduzioni anche in Sardegna
Ryanair ha annunciato una riduzione dell’operativo per l’inverno 2026 anche negli aeroporti sardi. I voli diminuiranno del 15% ad Alghero e del 50% a Olbia, con la perdita di una rotta. La compagnia ha spiegato che la sospensione dell’addizionale municipale per gli inverni 2026 e 2027 è stata comunicata troppo tardi per incidere sul programma della prossima stagione e non equivale a un’abolizione permanente.
Secondo Ryanair, l’eliminazione dell’addizionale per tutto l’anno consentirebbe di aggiungere 2 milioni di passeggeri, quattro aeromobili e una nuova base nel nord dell’isola, oltre a più di 900 posti di lavoro nell’arco di cinque anni. Intanto, tra rincari energetici, proteste e nuove imposte, il costo dei trasporti aerei resta esposto a ulteriori aumenti.