Diario nordico

Isole Faroe, una settimana tra sentieri e villaggi sull’Atlantico

Scogliere, pulcinelle, traghetti e meteo variabile nel percorso di sette giorni

Isole Faroe, una settimana tra sentieri e villaggi sull’Atlantico

Un itinerario di sette giorni nell’arcipelago delle Isole Faroe, tra scogliere sull’Atlantico Settentrionale, villaggi con i caratteristici tetti d’erba e sentieri immersi in paesaggi selvaggi. Il viaggio, organizzato come un percorso on the road, ha toccato alcune delle località più note dell’arcipelago, con spostamenti in auto, traghetti ed escursioni a piedi.

La base principale è stata Klaksvík, scelta per la posizione utile a raggiungere le diverse isole e per la vicinanza a Kalsoy. L’ultima notte è stata trascorsa a Tórshavn. Tra i consigli pratici raccolti durante il viaggio c’è quello di valutare, con la compagnia di noleggio, l’opzione dei tunnel inclusi, oltre a organizzare i pasti in autonomia: nei centri più piccoli i servizi e gli esercizi aperti possono essere limitati. Il pagamento con carta è diffuso, ma per alcune spese, come il traghetto per Kalsoy, può essere necessario avere con sé corone locali.

Da Mykines a Vágar, tra natura e villaggi

Il primo giorno è stato dedicato al trasferimento dall’aeroporto di Vágar verso Klaksvík, dopo il volo da Malpensa con scalo a Copenaghen. Il giorno successivo il gruppo ha raggiunto Sørvágur per imbarcarsi alle 10:20 verso Mykines. L’isola ha offerto l’occasione di osservare numerosi puffin, le pulcinelle di mare, anche se il ponte verso il faro era in ristrutturazione e il percorso completo non era praticabile. Il rientro delle 17:05 è stato preceduto da una camminata tra freddo, nebbia e pioggia. Sulla strada verso casa sono state visitate Bøur, Gásadalur, la cascata di Múlafossur e il Nix, sull’isola di Vágar.

La terza giornata ha portato a Gjógv, alla cascata di Fossá, a Tjørnuvík, Saksún e Viðareiði. A Tjørnuvík si possono osservare i faraglioni di Risin og Kellingin, mentre a Saksún il percorso costiero Út á Lónna è accessibile con la bassa marea e prevede una quota di 75 corone. La nebbia, frequente nell’arcipelago, ha condizionato alcuni spostamenti e le camminate tra i borghi.

Kalsoy, le escursioni e l’ultima tappa a Tórshavn

Il quarto giorno è iniziato presto per riuscire a imbarcare l’auto sul traghetto per Kalsoy, dove la nave può trasportare soltanto 12 veicoli e i residenti hanno la precedenza. Dopo una sosta a Mikladalur per vedere la statua di Kópakonan, il percorso è proseguito da Trøllanes verso il faro di Kallur, con un’escursione di circa due ore tra andata e ritorno. Nel pomeriggio è stata affrontata la camminata di Trælanípa e Bøsdalafossur, sull’isola di Vágar: il tragitto dura circa tre ore, costa 200 corone e conduce al lago di Sørvágsvatn, noto per l’effetto visivo di sospensione sull’oceano.

Il quinto giorno è stato dedicato alla salita allo Slættaratindur, la vetta più alta delle Faroe. Il trekking, di circa tre ore, presenta un tratto finale impegnativo e poco segnalato. Tornati a Klaksvík, i viaggiatori hanno assistito al secondo tempo della partita tra KÍ e Víkingur, terminata 3-0, e hanno visitato l’isola di Kunoy, collegata alla terraferma da un ponte.

La penultima giornata ha incluso il traghetto da Tórshavn a Nólsoy, dove è stata percorsa soltanto una parte del cammino verso il faro di Borðan a causa del numero ridotto di corse. In seguito, da Gamlarætt, è partita un’escursione in barca attorno a Hestur, durata un’ora e mezza e costata 495 corone, tra scogliere popolate da uccelli e grotte. Il viaggio si è concluso a Tórshavn, con una passeggiata nei quartieri di Reyn e Tinganes, una sosta alla fortezza di Skansin e il trasferimento a Kirkjubøur prima del volo delle 13:15 dall’aeroporto di Vágar, via Copenaghen, verso l’Italia.