Documenti di viaggio

Rinvio carte d’identità cartacee: espatrio a rischio dal 2026

Il governo rinvia l'uso esclusivo della carta d'identità elettronica, ma non per l'espatrio.

Rinvio carte d’identità cartacee: espatrio a rischio dal 2026

Il recente annuncio del governo riguardo le carte d’identità cartacee ha sollevato preoccupazioni per chi intende viaggiare all’estero. La nuova normativa, che consente l’uso delle carte cartacee valide fino alla loro scadenza naturale, non si applica agli spostamenti oltre confine. Infatti, dal 3 agosto 2026, la carta d’identità cartacea non sarà più accettata come documento di viaggio per l’espatrio.

Questa decisione è stata presa in conformità con il regolamento europeo del 2019, che ha introdotto requisiti di sicurezza più severi per i documenti d’identità dei cittadini dell’Unione Europea. Pertanto, chi desidera viaggiare verso un Paese dell’Unione o altre destinazioni che attualmente accettano la carta d’identità italiana dovrà possedere la carta d’identità elettronica (Cie) o un passaporto valido.

Implicazioni per agenzie e viaggiatori

Le agenzie di viaggio e i tour operator si trovano ora di fronte a una sfida importante: informare i clienti riguardo alla validità della carta d’identità cartacea. Sebbene possa essere utilizzata in Italia, non sarà sufficiente per espatriare dopo la scadenza del 2026. È fondamentale che i viaggiatori verifichino il tipo di documento in loro possesso e, se necessario, richiedano la Cie o rinnovino il passaporto con largo anticipo.

La proroga dell’utilizzo delle carte cartacee allevia la pressione sugli uffici anagrafici dei Comuni, che si stavano preparando a un possibile sovraccarico, specialmente durante la stagione estiva. Diverse amministrazioni, come quella di Roma, avevano già pianificato aperture straordinarie per facilitare il rilascio della Cie.

Rischi di confusione e comunicazione

Nonostante il rinvio sia stato accolto positivamente, ci sono preoccupazioni riguardo alla possibile confusione tra i cittadini. L’Assoutenti ha avvertito che il rinvio dell’obbligo della Cie potrebbe generare incertezze sul diritto di viaggiare all’estero. La mancanza di chiarezza potrebbe causare problemi, soprattutto nel settore del trasporto aereo.

I numeri parlano chiaro: tra agosto 2025 e aprile 2026, sono state emesse oltre 6,8 milioni di nuove carte d’identità elettroniche. Attualmente, le Cie valide superano i 54,5 milioni, coprendo circa il 92% della popolazione italiana. Tuttavia, restano ancora milioni di documenti cartacei in circolazione, con stime che indicano tra 5 e oltre 10 milioni di carte da sostituire prima della scadenza del 2026.