Nel cuore del Molise, a breve distanza da Campobasso, un borgo arroccato a circa 800 metri di altitudine conserva un patrimonio fatto di storia, architettura e tradizioni. Il nome di Oratino, secondo gli studiosi, potrebbe significare luogo da cui si guarda, un riferimento alla posizione panoramica e al ruolo strategico assunto nei secoli dalle diverse dominazioni. Il centro storico si sviluppa tra vicoli in pietra, antiche abitazioni, palazzi nobiliari e chiese.
Tra i luoghi più rilevanti spicca la Rocca, costruita su uno sperone roccioso e considerata il simbolo del paese. Di interesse è anche la chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al XIV secolo e decorata con affreschi e opere di arte religiosa. La lavorazione della pietra rappresenta un altro tratto distintivo della tradizione locale: gli artigiani realizzano decorazioni destinate a edifici e monumenti religiosi. Dall’abitato, inoltre, lo sguardo si apre su colline, foreste e campi coltivati.
Un borgo tra cultura e degustazioni
Il legame tra il paese e le produzioni del territorio è stato valorizzato anche dalla tappa di Borgo diVino in Tour, evento enogastronomico itinerante che si è svolto dal 7 al 9 agosto 2026. L’iniziativa, realizzata da Valica con l’associazione I Borghi più belli d’Italia, prevedeva l’accesso libero e la possibilità di acquistare un voucher per degustare vini molisani e di altre regioni, accompagnandoli con specialità gastronomiche proposte sul posto.
La storia vitivinicola dell’area affonda le radici in epoca preromana, quando i Sanniti coltivavano la vite e gestivano i processi di fermentazione, probabilmente sulla base di conoscenze apprese da Greci ed Etruschi. Tra le varietà più rappresentative c’è la Tintilia, vitigno a bacca nera introdotto nella seconda metà del Settecento per iniziativa dei soldati borbonici. Negli anni Sessanta la coltivazione rischiò di essere abbandonata a favore di varietà internazionali più produttive, ma il recupero dei vitigni autoctoni ne ha favorito la conservazione e la valorizzazione.
Oggi la produzione regionale è legata anche alle denominazioni Biferno e Pentro, riferite rispettivamente alle aree di Campobasso e Isernia. La DOC Biferno, riconosciuta dal 1983, comprende vini bianchi ottenuti da Trebbiano toscano e Bombino Bianco e rossi basati soprattutto su Montepulciano e Aglianico. Nella DOC Pentro gli stessi uvaggi si confrontano con territori differenti; il Sangiovese può accompagnare il Montepulciano, contribuendo a note di frutti rossi e a una maggiore acidità. Il Pentro Rosso viene descritto come un vino di corpo medio, con possibilità di invecchiamento.
I sapori della cucina molisana
Il patrimonio gastronomico molisano alterna preparazioni di terra e ricette legate alla costa adriatica. Tra queste c’è il brodetto di pesce alla termolese, noto localmente come U bredett, preparato con pescato fresco variabile secondo stagione e disponibilità: scorfano, razza, gallinella, sogliola, seppia e triglia. Peperoni e pomodoro pelato completano una ricetta nata come piatto povero e oggi considerata una delle espressioni della tradizione marinara regionale.
Gli abbinamenti proposti affiancano il Tintilia del Molise DOC rosato al brodetto, mentre la versione rossa viene accostata al Pecorino del Matese, formaggio a media o lunga stagionatura prodotto con latte di pecora e di capra. La riserva, invece, accompagna l’agnello alla molisana, piatto delle feste servito con patate e aromi come lardo, rosmarino, salvia e aglio. Tra patrimonio storico, paesaggi e produzioni locali, Oratino riunisce così diversi elementi della cultura molisana.