Investimenti esteri

Investimenti esteri nel mercato alberghiero italiano in crescita

Cresce l'interesse per gli hotel italiani da parte di capitali esteri.

Investimenti esteri nel mercato alberghiero italiano in crescita

Il mercato alberghiero italiano sta attirando l’attenzione di investitori esteri, con acquisizioni che ammontano a 370 milioni di euro, di cui 200 milioni destinati a progetti di riconversione immobiliare. Quasi l’80% degli investitori istituzionali, private equity e family office sono pronti ad aumentare la loro esposizione sugli hotel italiani nei prossimi 12-24 mesi. Questi dati emergono dall’ultimo report di Jll Italia, intitolato “Italian Hotel Investment Outlook and Strategy Survey”, e hanno portato Confindustria Alberghi a esprimere grande soddisfazione per l’interesse crescente, che non si limita solo alle grandi città, ma si estende anche a nuove destinazioni come il Lago di Como, la Puglia e la Sicilia.

Secondo il report, Roma, Milano, Venezia e Firenze sono le città preferite dagli investitori per tutte le tipologie di capitale. Le destinazioni turistiche consolidate rappresentano un secondo polo d’interesse. Questa preferenza è costante tra il capitale domestico italiano, paneuropeo e globale, evidenziando l’importanza di liquidità, profondità della domanda e scalabilità.

Il valore del lusso

I segmenti luxury e upscale sono prioritari per il loro potere di fissazione dei prezzi e la resilienza della domanda. L’Italia offre oltre dieci vere destinazioni di lusso, permettendo agli investitori di diversificare geograficamente e di attuare strategie a valore aggiunto in più mercati di fascia alta.

Tuttavia, l’interesse per i mercati secondari e regionali è più selettivo, con il capitale domestico italiano che mostra una maggiore inclinazione a investire in queste aree rispetto agli investitori esteri. Quando gli intervistati menzionano i mercati secondari, lo fanno generalmente in un’ottica di opportunità specifiche, come riposizionamento o riconversione, piuttosto che come esposizione strategica generale.

La proposta di Confindustria Alberghi

Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi, ha dichiarato che questi dati confermano l’attenzione globale verso l’Italia, un segnale positivo per il comparto turistico. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di preservare l’identità del settore, poiché l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di hotel, ma ha una bassa percentuale di penetrazione delle catene alberghiere, con una predominanza di strutture indipendenti e a conduzione familiare.

Per affrontare la frammentazione del settore e i complessi passaggi generazionali, Confindustria Alberghi propone l’introduzione di una norma che favorisca l’aggregazione delle imprese alberghiere e termali, attraverso la rivalutazione dei beni strumentali. Fabri conclude affermando che la leadership internazionale dell’ospitalità italiana si costruisce anche dando alle piccole e familiari imprese gli strumenti per crescere e competere con i grandi gruppi internazionali, senza perdere la loro unicità.