Bilanci asiatici

Il caro jet fuel affonda i conti delle big aeree cinesi

Entrate in crescita, ma spese energetiche, domanda debole e treni veloci spingono le tre società verso nuove perdite.

Il caro jet fuel affonda i conti delle big aeree cinesi

Il recupero del traffico non basta a risollevare i conti delle principali compagnie aeree cinesi. Air China, China Eastern e China Southern hanno chiuso il primo semestre del 2026 con ricavi in aumento, ma insieme hanno registrato una perdita di 8,16 miliardi di yuan, pari a circa 1,2 miliardi di dollari. Per il settimo anno consecutivo, il periodo gennaio-giugno si è quindi concluso in rosso.

A pesare sui bilanci sono soprattutto il costo del carburante, gli effetti dei tifoni e la concorrenza dell’alta velocità ferroviaria. La ripresa del traffico internazionale, in particolare sulle rotte europee, non è stata sufficiente a compensare l’incremento dei costi operativi, nonostante il miglioramento dei ricavi delle tre società statali.

Il carburante pesa sui risultati

Nel dettaglio, i ricavi di Air China sono cresciuti del 10,5%, quelli di China Eastern dell’11,1% e quelli di China Southern del 9,7%. Il principale fattore di pressione resta tuttavia il jet fuel: nei primi sei mesi le tre compagnie hanno speso circa 96,8 miliardi di yuan, equivalenti a 12,44 miliardi di euro, con un aumento compreso tra il 35% e il 38% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Le compagnie aeree cinesi risultano inoltre più esposte alle oscillazioni del petrolio perché fanno un uso limitato degli strumenti finanziari di copertura, pensati per attenuare gli effetti delle variazioni del prezzo del carburante. La situazione si è così ribaltata rispetto al primo trimestre, quando le tre società avevano ottenuto insieme un utile di 4,82 miliardi di yuan.

China Southern ha registrato il passivo più elevato, pari a 3,70 miliardi di yuan. Air China ha chiuso con una perdita di 2,29 miliardi, mentre il rosso di China Eastern è stato di 2,18 miliardi. Per tutte e tre, il risultato è peggiore rispetto a quello del 2025.

Estate senza svolta

Il quadro non sembra essere migliorato nemmeno durante l’estate, tradizionalmente la stagione più redditizia per il trasporto aereo. Secondo le stime della società di dati aeronautici FlightMaster, tra luglio e agosto il traffico delle compagnie cinesi sulle rotte nazionali e internazionali diminuirà del 3,6% su base annua, fermandosi a circa 142 milioni di passeggeri.

Se confermata, sarebbe la prima flessione del traffico nel periodo di alta stagione dal 2022, quando vaste aree del Paese erano ancora interessate dai lockdown legati alla pandemia. Sul mercato interno, inoltre, la domanda debole e la concorrenza dei treni ad alta velocità limitano la possibilità di aumentare le tariffe e migliorare i margini.

Le prospettive restano quindi difficili. Secondo la banca internazionale Hsbc, Air China, China Eastern e China Southern potrebbero chiudere il 2026 con una perdita complessiva di 16,8 miliardi di yuan. Una previsione molto distante dalle attese del mercato, che stimava invece un utile aggregato di 1,3 miliardi di yuan.