Un episodio controverso ha coinvolto la compagnia aerea easyJet, che ha negato l’imbarco a sei atleti della nazionale italiana paralimpica di powerchair football, in partenza da Roma Fiumicino per Glasgow. Gli atleti avrebbero dovuto partecipare a un torneo internazionale, preparatorio per i Campionati del Mondo in Argentina. L’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, ha avviato un’indagine sull’accaduto.
Secondo quanto riportato dal Comitato italiano paralimpico, easyJet aveva precedentemente autorizzato il trasporto di sei atleti e delle loro carrozzine, sia per la mobilità quotidiana che per il gioco. Tuttavia, al gate, la compagnia ha comunicato che era possibile imbarcare solo cinque carrozzine, suggerendo di dividere la squadra e di inviare gli ausili sportivi su un altro volo diretto a Edimburgo. Questa proposta è stata respinta dalla Federazione.
La notizia ha rapidamente fatto il giro del web, portando easyJet a scusarsi e ad avviare un’indagine interna per chiarire la situazione. Tuttavia, il Comitato italiano paralimpico ha annunciato un’azione legale per danni superiori a 20mila euro, definendo l’accaduto “un fatto gravissimo, lesivo della dignità personale dei nostri atleti”. Il capitano della squadra ha sottolineato che sono stati costretti a rinunciare a un torneo fondamentale.
La questione ha attirato l’attenzione del governo, con la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha definito l’episodio “gravissimo e inaccettabile”. Anche il ministro per lo sport, Andrea Abodi, ha espresso la sua indignazione, parlando di un “fatto inconcepibile”.
L’Enac ha contattato easyJet per ottenere chiarimenti e ha avviato un’indagine per verificare eventuali inadempienze nella procedura di prenotazione delle assistenze. Il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, ha ribadito che il diritto alla mobilità deve essere garantito a tutti i passeggeri, senza eccezioni, e ha avvertito che, se emergessero violazioni da parte di easyJet, l’ente è pronto ad adottare le necessarie sanzioni.