Inchiesta corruzione

Indagini sul Ponte sullo Stretto: tre persone accusate di corruzione

Tre indagati per corruzione nel progetto del Ponte sullo Stretto.

Indagini sul Ponte sullo Stretto: tre persone accusate di corruzione

La situazione attorno al Ponte sullo Stretto si complica ulteriormente con l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Roma, che ha avviato indagini su tre individui accusati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Questo maxiprogetto, già oggetto di polemiche e critiche, è ora sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti e dell’Unione Europea, che ha richiesto il rimborso di 1,2 milioni di euro.

Tra gli indagati figura Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della magistratura contabile, in pensione da febbraio. Accanto a lui, Vincenzo Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne dell’associazione “Accademia Calabria”, e l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, ex membro del Cda della società Stretto di Messina. Pietro Ciucci, amministratore delegato della società, ha dichiarato la propria estraneità ai fatti e ha assicurato la massima disponibilità a collaborare con le autorità.

Dettagli delle indagini

Il procedimento, coordinato dall’aggiunto Giuseppe De Falco, si concentra su presunti tentativi di influenzare l’esame di legittimità della Corte dei Conti riguardo all’approvazione del progetto definitivo. I carabinieri del Ros hanno effettuato perquisizioni a Roma, Reggio Calabria e nel frusinate, sequestrando dispositivi elettronici e documentazione utile per le indagini.

Secondo l’accusa, Virgiglio e Saccomanno avrebbero cercato di influenzare Miele, promettendogli supporto per futuri incarichi pubblici in cambio di una sua azione favorevole al progetto. Inoltre, avrebbero contattato altri magistrati vicini ai loro interessi e diffuso informazioni riservate ottenute dal giudice contabile. Le intercettazioni telefoniche hanno rivelato che Miele fungeva da informatore, fornendo aggiornamenti sull’andamento della procedura.

Reazioni politiche

Le opposizioni politiche non hanno tardato a reagire. Francesco Boccia del PD ha denunciato un clima di opacità attorno alla vicenda, mentre Giuseppe Conte, leader dei Cinque Stelle, ha parlato di un fallimento del governo Meloni. Anche il partito Avs ha sottolineato i rischi di infiltrazioni di interessi illeciti nel progetto, mentre Carlo Calenda di Azione ha espresso la propria incredulità di fronte a quanto accaduto.

La situazione rimane tesa e in continua evoluzione, con le indagini che potrebbero avere ripercussioni significative sul futuro del Ponte sullo Stretto e sull’intero progetto infrastrutturale.