Strumenti turistici

City Card in Italia: una panoramica disomogenea

Le city card in Italia mostrano una distribuzione irregolare tra le regioni.

City Card in Italia: una panoramica disomogenea

Le card turistiche stanno guadagnando sempre più importanza come strumenti di destination management e promozione territoriale in Italia, ma la loro diffusione appare ancora disomogenea. Secondo una recente mappatura di Risposte Turismo, attualmente sono dieci le regioni italiane dotate di almeno una card turistica regionale, con una concentrazione principalmente nel Nord e nel Sud del Paese, mentre il Centro e le isole risultano ancora privi di tali strumenti.

A livello urbano, sono 39 i capoluoghi di provincia che offrono una city card, corrispondente al 36% del totale. Questo numero è destinato a crescere, raggiungendo 44 unità, grazie alle iniziative in corso a Cagliari, Catania, Messina, Perugia e Pescara. Le city card sono particolarmente diffuse nei principali poli turistici, con 14 dei primi 20 capoluoghi italiani per arrivi che già dispongono di una card.

Nonostante la crescente diffusione, l’offerta rimane fortemente orientata alla fruizione culturale. Infatti, il 41% delle soluzioni mappate è composto da card e pass turistici integrati, che offrono accesso a più attrazioni e servizi aggiuntivi, come trasporti, sconti o tour guidati. Seguono i pass culturali e le card museali, che rappresentano il 35% dell’offerta. Le formule più comuni sono quelle di breve durata, in particolare da 24, 48 e 72 ore, con prezzi che variano tra 10 e 149 euro, e un valore medio di 37 euro.

Un altro aspetto interessante è l’avanzamento della digitalizzazione: il 78% delle card può essere utilizzato in formato digitale e il 35% dispone di un’app dedicata o integrata. Tuttavia, il canale fisico rimane predominante, previsto dall’84% delle soluzioni disponibili.

Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, ha dichiarato che nel biennio 2024-2025 si prevede una “nuova decisa spinta” alla diffusione delle card turistiche. Il potenziale di questo strumento è ampio, ma richiede una progettazione accurata, coordinamento tra soggetti pubblici e privati, gestione operativa e promozione. Se inserita in una strategia più ampia, la card può contribuire a rendere l’offerta dei territori più leggibile e accessibile, creando una rete tra luoghi, servizi e operatori.