Nel cuore del Piemonte, precisamente a San Nazzaro Sesia, si trova un gioiello architettonico che merita di essere visitato: l’Abbazia dei Santi Nazzario e Celso. Questo straordinario edificio non è solo un luogo di culto, ma anche un castello fortificato, una combinazione unica che lo rende un’attrazione di rilevanza sia nazionale che internazionale.
L’abbazia, situata all’interno del parco naturale delle Lame del Sesia, è circondata da un paesaggio naturale mozzafiato. La sua storia affonda le radici nel 1040, quando il vescovo Riprando donò il terreno ai monaci benedettini. Da quel momento, l’abbazia divenne un faro di cultura e fede, attraversando periodi di grande splendore e decadenza.
Un passato ricco di storia
Il culmine della sua magnificenza si raggiunse nella metà del XV secolo, grazie all’abate Antonio Barbavara, che ne promosse la completa ricostruzione. Tuttavia, l’abbazia conobbe anche momenti difficili, specialmente durante l’ascesa di Napoleone, quando molti dei suoi beni furono confiscati. Solo negli anni ’60 del secolo scorso, grazie all’impegno del parroco don Danilo Gallo di Palazzolo, l’abbazia iniziò un lungo processo di restauro, riportandola al suo antico splendore.
Architettura e accessibilità
Il complesso architettonico dell’abbazia è composto da strutture risalenti a diversi periodi storici. Tra le più antiche vi è la Torre Campanaria, originariamente una torre di avvistamento, e il portico costruito intorno al 1150. Il Chiostro, tipico del periodo medievale, risale al ‘400 e ospitava le celle dei monaci, un refettorio e una cucina. La chiesa, restaurata nel 1450, presenta un’architettura a capanna con tre navate e affreschi di grande valore artistico.
Oggi, l’Abbazia di San Nazzaro Sesia è aperta al pubblico e ospita eventi culturali. La visita è gratuita, permettendo a tutti di immergersi nella bellezza di questo luogo storico. È possibile esplorare anche il sito ufficiale dell’abbazia, dove sono disponibili tour virtuali e il calendario delle funzioni religiose. Durante le Giornate Fai di Primavera 2026, l’abbazia è stata resa completamente accessibile, offrendo un’opportunità unica per scoprire questo tesoro architettonico.