Nel cuore della Sardegna autentica si trova Orgosolo, un piccolo borgo della Barbagia che ha guadagnato fama mondiale per i suoi murales e il canto a tenore. Questo luogo, intriso di storia e cultura, è noto anche per il suo passato legato al banditismo, con i muri che raccontano storie di personaggi che hanno segnato la sua storia.
Orgosolo è abitato fin dall’epoca nuragica, come dimostrano i numerosi nuraghi e menhir presenti nel territorio. Le prime notizie storiche risalgono al 1300, quando il feudo di Orgosolo venne assegnato a Mariano IV d’Arborea. Nel 1420, il borgo entrò a far parte del Regno di Sardegna, passando successivamente a diverse famiglie nobiliari. La sua notorietà aumentò con la Rivolta di Pratobello, una protesta pacifica degli abitanti per rivendicare terreni espropriati per un poligono di tiro dell’Esercito Italiano.
Oggi, Orgosolo è conosciuto come il paese dei murales, con oltre 150 opere che adornano le facciate delle case. Il primo murales fu realizzato nel 1969 dal gruppo anarchico milanese Dioniso, in occasione della Rivolta di Pratobello. Da allora, i murales hanno evoluto il loro tema, coinvolgendo la comunità nella scelta dei soggetti, raccontando la storia locale e eventi significativi della storia internazionale.
Ma Orgosolo non è solo murales; è anche famoso per il canto a tenore, un patrimonio dell’UNESCO dal 2005. Questo canto polifonico, eseguito da quattro uomini con voci diverse, è un simbolo della cultura pastorale sarda. Il canto di Orgosolo si distingue per il bassu secco e aperto, e le esibizioni sono frequenti durante le feste locali.
Il borgo è ricco anche di architetture religiose, con edifici costruiti tra il XIV e il XVI secolo, come la Parrocchiale di San Pietro Apostolo e la Chiesa di San Michele Arcangelo sul Monte Lisorgoni. L’altopiano del Supramonte, con i suoi 3.500 ettari, offre panorami mozzafiato, grotte e una fauna variegata, rendendolo un’attrazione imperdibile per gli amanti della natura e del trekking.
Infine, Orgosolo deve il suo nome a un termine protosardo che significa “territorio umido, ricco d’acqua”. Con oltre 700 murales, anche quelli non ufficiali, e una storia legata al banditismo, come dimostrato dal film “Banditi a Orgosolo” del 1961, il borgo continua a essere un luogo affascinante da visitare.