Eredità culturale

Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food che ha cambiato il turismo

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ha lasciato un segno indelebile nel turismo e nella gastronomia.

Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food che ha cambiato il turismo

È con grande tristezza che annunciamo la scomparsa di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, avvenuta nella serata del 21 maggio 2026, all’età di 76 anni, nella sua abitazione a Bra, in provincia di Cuneo. Il suo motto, “Chi semina utopia, raccoglie realtà”, continua a risuonare in tutto il mondo, testimoniando l’impatto duraturo delle sue idee.

Il team di Slow Food ha descritto Petrini come un uomo capace di sognare e divertirsi, di costruire e ispirare, sempre impegnato per un riscatto sociale concreto. La sua energia, empatia e voglia di fare saranno una fonte di ispirazione per tutti noi.

Oltre a fondare Slow Food, Petrini ha creato la rete internazionale di Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. È stato anche l’ideatore del Salone del Gusto di Torino e cofondatore delle Comunità Laudato si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco. La sua carriera di sociologo, gastronomo, giornalista e attivista ha trasformato la cultura del cibo in un motore di sviluppo economico e di attrazione turistica.

Il Movimento Globale

La storia di Slow Food inizia nel 1986, quando Petrini guidò una storica protesta contro l’apertura di un fast food a Piazza di Spagna, a Roma. Questa battaglia non riguardava solo il cibo, ma la difesa della biodiversità e delle tradizioni locali contro l’omologazione dei consumi. Da quell’intuizione nacque prima Arcigola e poi, nel 1989, Slow Food, un movimento che oggi conta oltre 160 paesi nel mondo.

L’eredità di Petrini è profondamente legata al turismo contemporaneo. Grazie ai Presìdi Slow Food, ha salvato centinaia di prodotti artigianali dall’estinzione, creando micro-economie che hanno rivitalizzato borghi e aree rurali, trasformandoli in mete d’eccellenza per i viaggiatori.

Un Uomo Controvento

Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, ha descritto Petrini come un visionario e un costruttore di relazioni e progetti. La sua capacità di andare controcorrente, promuovendo una filosofia della lentezza in un’epoca di consumi globalizzati, è stata una delle sue caratteristiche più distintive.

Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha espresso il suo cordoglio, sottolineando come la visione di Petrini abbia rivoluzionato l’approccio al cibo, promuovendo un sistema alimentare sostenibile e giusto. La sua eredità vivrà attraverso il movimento che ha ispirato milioni di persone e il riconoscimento della Cucina italiana come Patrimonio dell’Umanità.