La domanda di crociere resta solida e consente a Norwegian Cruise Line Holdings di chiudere il terzo trimestre 2026 oltre le attese degli analisti, nonostante l’aumento dei costi del carburante. Il gruppo statunitense, che controlla Norwegian Cruise Line, Oceania Cruises e Regent Seven Seas Cruises, ha beneficiato soprattutto delle prenotazioni effettuate a ridosso della partenza e della maggiore spesa dei passeggeri durante la navigazione.
Tra luglio e settembre i ricavi sono ammontati a circa 2,9 miliardi di dollari, contro i 2,88 miliardi stimati dagli analisti interpellati da FactSet. L’utile per azione ha raggiunto 1,07 dollari, superando i 93 centesimi previsti dal mercato. La reazione degli investitori è stata positiva: nelle prime ore di contrattazione a Wall Street il titolo Norwegian ha guadagnato circa il 14%.
La spinta delle prenotazioni sotto data
Il principale sostegno ai risultati è arrivato dalla domanda close-in, cioè dalle prenotazioni raccolte nei giorni o nelle settimane vicine alla partenza. Il dato è risultato più consistente rispetto alle previsioni e si è sommato all’incremento della spesa a bordo. A incidere sul risultato è stata anche una gestione più rigorosa dei costi operativi.
Questi elementi hanno permesso di compensare almeno in parte l’impatto del caro carburante. Nel trimestre il prezzo medio per tonnellata, al netto delle coperture finanziarie, è salito a 819 dollari, dai 744 dollari registrati nello stesso periodo del 2025. Il consumo complessivo si è però fermato a 239mila tonnellate, un livello inferiore alle attese e utile a contenere l’esborso complessivo.
Previsioni riviste al rialzo
Alla luce dei risultati, Norwegian ha aggiornato le stime per l’intero esercizio. L’utile per azione previsto per il 2026 è ora pari a 1,70 dollari, rispetto agli 1,54 dollari indicati dagli analisti. Il gruppo mantiene inoltre una prospettiva più fiduciosa sul 2027, pur dichiarando di voler procedere con prudenza nella gestione delle prenotazioni e delle tariffe.
«Mentre implementiamo la prossima fase del nostro piano di rilancio, ci concentriamo sul rafforzamento del posizionamento del marchio Norwegian Cruise Line, sul miglioramento dell’efficacia del marketing e su un approccio più disciplinato alla gestione dei ricavi e alla strategia di acquisizione anticipata delle prenotazioni», ha dichiarato John W. Chidsey, presidente e amministratore delegato del gruppo.
Secondo il manager, i primi segnali di miglioramento sarebbero già visibili. Per il 2027 Chidsey ha indicato una crescita del net yield tra l’1% e il 2%, con un’accelerazione attesa nella seconda metà dell’anno. L’obiettivo è aumentare non solo i volumi, ma anche la redditività della capacità disponibile e il contributo della spesa complessiva dei crocieristi.