Ricadute occupazionali

Adr e sindacati firmano l’intesa sul futuro dello scalo

Previsti 9 miliardi di investimenti e un osservatorio stabile per seguire gli effetti economici, sociali e territoriali.

Adr e sindacati firmano l’intesa sul futuro dello scalo

Aeroporti di Roma e le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per accompagnare la crescita dell’aeroporto Leonardo da Vinci, con particolare attenzione a occupazione, sicurezza e qualità del lavoro. L’accordo è stato firmato da Adr, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo.

L’intesa avvia un confronto strutturato sulle conseguenze economiche, sociali e occupazionali legate allo sviluppo dello scalo. Il protocollo si inserisce nel percorso di attuazione del piano di sviluppo sostenibile dell’aeroporto, che prevede circa 9 miliardi di euro di investimenti privati per adeguare le infrastrutture alla crescita del traffico.

Un osservatorio permanente

Tra gli elementi centrali dell’accordo figura l’istituzione di un osservatorio permanente azienda-sindacati. Il nuovo organismo avrà il compito di monitorare l’avanzamento del piano infrastrutturale e di valutarne gli impatti sull’occupazione e sul territorio, mantenendo aperto il confronto tra la società di gestione e le rappresentanze dei lavoratori.

Il protocollo affronta inoltre il tema del dumping contrattuale negli appalti e richiama la necessità di garantire salute e sicurezza, politiche di welfare e strumenti per la conciliazione tra vita privata e lavoro. Nell’intesa rientrano anche gli aspetti legati alla mobilità e all’accessibilità aeroportuale.

Le stime sull’occupazione

Secondo uno studio del centro di ricerca in strategic change “Franco Fontana” della Luiss Guido Carli, lo sviluppo dell’aeroporto potrebbe generare 67.100 nuovi posti di lavoro nel Lazio. Di questi, 53.200 sarebbero localizzati nella provincia di Roma e 13.450 nel comune di Fiumicino.

Il piano di sviluppo considera una domanda stimata di 100 milioni di passeggeri entro il 2046. Lo scalo ha superato i 50 milioni di passeggeri nel 2025 e si prepara a sostenere un’ulteriore crescita del traffico aereo. L’accordo punta quindi ad affiancare all’espansione delle infrastrutture un sistema stabile di confronto sulle ricadute per i lavoratori e per il territorio.