Dati stagionali

Turismo, estate 2026 in crescita: flussi su dell’1,8%

Visitatori stranieri al 56%; tariffe aeree giù del 9,2%, ma ospitalità e locali segnano ancora rialzi.

Turismo, estate 2026 in crescita: flussi su dell’1,8%

L’estate 2026 si chiude con una crescita dell’1,8% dei flussi turistici rispetto all’anno precedente. A trainare il risultato è soprattutto la componente internazionale, arrivata a rappresentare il 56% dei visitatori. Il quadro emerge dalle indagini ISNART per Unioncamere, realizzate nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, e dalle elaborazioni di ISNART e BMTI su dati Istat.

Alla crescita della domanda si affianca una dinamica dei prezzi più stabile rispetto agli anni successivi alla pandemia. Tra giugno e agosto 2026, i prezzi dei servizi di trasporto passeggeri sono diminuiti del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025. La riduzione è legata soprattutto al trasporto aereo, le cui tariffe hanno registrato un calo del 9,2%.

Trasporti meno costosi, aumentano i visitatori stranieri

La diminuzione dei costi di viaggio ha contribuito a sostenere la mobilità turistica durante la stagione estiva. Si tratta di un elemento particolarmente significativo per un mercato sempre più internazionale, nel quale il numero dei turisti stranieri ha raggiunto quota 18,5 milioni. Il rallentamento dei prezzi, tuttavia, non cancella gli aumenti accumulati negli ultimi anni.

Nel periodo compreso tra giugno e agosto, i servizi di alloggio e quelli di ristoranti, bar e attività simili hanno segnato entrambi un aumento del 3,1% rispetto all’estate 2025. Se il confronto viene effettuato con l’estate 2023, il divario risulta più ampio: gli alloggi costano il 10,8% in più, mentre i prezzi della ristorazione sono aumentati del 9,8%.

Cultura ed esperienze al centro della domanda

In un contesto di maggiore stabilità, la domanda si orienta sempre più verso la qualità dell’esperienza. La cultura è indicata come principale motivazione di viaggio dal 37,9% dei turisti, seguita dalle bellezze naturali, citate dal 23,7%. Inoltre, più di sette visitatori su dieci prendono parte a escursioni e attività sul territorio, secondo l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio.

I segmenti culturale ed enogastronomico risultano anche quelli associati a una maggiore capacità di spesa. La combinazione tra crescita della domanda internazionale, ricerca di esperienze autentiche e moderazione dei rincari rafforza la posizione dell’Italia nel mercato turistico internazionale.

Il bilancio della stagione resta quindi positivo, pur in presenza di costi ancora significativamente superiori a quelli del 2023 e delle preoccupazioni legate alle tensioni geopolitiche. La stabilizzazione dei prezzi ha contribuito a sostenere la competitività dell’offerta italiana e la propensione al viaggio, soprattutto da parte della domanda internazionale.