Dal 1° novembre Trenitalia eliminerà il Carnet Smart, la formula che consentiva di acquistare dieci viaggi in trenta giorni sui collegamenti ad alta velocità. La soluzione era pensata soprattutto per chi si sposta alcuni giorni alla settimana, alternando lavoro in presenza e attività da remoto, oltre che per gli studenti. I carnet già acquistati resteranno validi fino alla loro naturale scadenza.
Il Carnet Smart era disponibile sui treni Frecciarossa e Frecciargento e permetteva di effettuare dieci viaggi, dal lunedì al venerdì, in entrambe le direzioni di una stessa tratta. Il sistema garantiva prezzi agevolati e la possibilità di modificare le prenotazioni, senza richiedere la sottoscrizione di un abbonamento tradizionale.
L’abolizione può avere un impatto rilevante sulla spesa degli utenti abituali. Sulla tratta Torino-Milano, il carnet da dieci corse in classe Standard costa 139 euro, mentre il nuovo abbonamento mensile, comprensivo di dieci prenotazioni, arriverà a 314 euro. Per cinque giornate di andata e ritorno la differenza è di 175 euro, pari a un incremento del 126%. Considerando venti viaggi mensili, il confronto è invece tra i 278 euro di due carnet e i 334 euro dell’abbonamento, con un aumento del 20%.
Si tratta di simulazioni riferite al passaggio dal carnet all’abbonamento e non di un rincaro generalizzato dei biglietti. Per chi viaggia occasionalmente potrebbero infatti essere disponibili altre formule tariffarie.
Abbonamenti mensili e prenotazioni
La cancellazione del Carnet Smart si accompagna alla revisione degli abbonamenti mensili dell’alta velocità. Trenitalia ha ridotto di 80 euro il prezzo fisso, introducendo però un costo di 2 euro per ogni prenotazione. La somma viene rimborsata se la prenotazione è annullata prima della partenza.
Sulla Torino-Milano l’abbonamento passa da 374 a 294 euro. Sulla tratta Roma-Napoli, invece, scende da 418 a 338 euro. Il nuovo meccanismo risulta più conveniente rispetto al precedente abbonamento per chi effettua meno di quaranta corse al mese; oltre questa soglia, il risparmio si annulla a causa dei costi legati alle prenotazioni.
Trenitalia ha motivato il cambiamento con la necessità di migliorare la gestione dei posti disponibili, scoraggiando le prenotazioni effettuate dagli abbonati e poi non utilizzate. Il superamento del Carnet Smart viene invece collegato all’evoluzione delle abitudini di mobilità nel periodo successivo alla pandemia, quando la diffusione del lavoro agile aveva ridotto la frequenza degli spostamenti.
Le reazioni e l’offerta di Italo
La decisione ha provocato le proteste dei pendolari e delle associazioni dei consumatori. Il Movimento consumatori ha chiesto di mantenere il Carnet Smart o di introdurre una formula equivalente, capace di garantire flessibilità e prezzi accessibili. Marco Gagliardi, coordinatore del settore Trasporti dell’associazione, ha sostenuto che l’eliminazione della formula aumenterà i costi per lavoratori e studenti, criticando anche il preavviso di appena due settimane.
La questione è approdata anche in Parlamento, con iniziative annunciate da Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Movimento 5 Stelle per chiedere chiarimenti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Intanto Italo mantiene i propri carnet dedicati agli smart worker: le formule da dieci o venti viaggi possono essere utilizzate nell’arco di trenta giorni e rappresentano un’alternativa sulle direttrici servite da entrambi gli operatori.