Per anni Caserta è stata associata soprattutto alla gita di un giorno tra treno, Reggia e ritorno. Oggi il territorio invita a una permanenza più lenta, grazie a un patrimonio che unisce residenze reali, borghi medievali, siti Unesco e una scena gastronomica particolarmente vivace. La pizza contemporanea è diventata uno degli elementi capaci di ampliare l’attrattività della provincia.
A San Leucio, frazione di Caserta, Ciccio Vitiello ha fondato la pizzeria Cambia-Menti, dove sperimenta impasti e formati diversi, dal padellino alla pizza classica, fino alle farine di canapa e cacao. Il locale si inserisce nella storia della Real Colonia della seta voluta da Ferdinando IV di Borbone alla fine del Settecento e propone un modello ispirato alla sostenibilità, dall’uso circolare degli ingredienti all’orto coltivato secondo i principi dell’agricoltura rigenerativa.
Tra seta, agricoltura e patrimoni Unesco
Vicino alle antiche case operaie di Ferdinandopoli si trova il Belvedere di San Leucio, sede del Museo della Seta e Patrimonio Unesco dal 1997. Gli antichi telai e i damaschi ricordano il progetto sociale e produttivo della colonia serica. Il complesso offre inoltre un punto panoramico sulla pianura casertana, sul Vesuvio e sul Golfo di Napoli, particolarmente suggestivo al tramonto.
Nel percorso non può mancare la Reggia di Caserta, con gli Appartamenti Reali, il Parco, le cascate e il Giardino Inglese. A pochi passi dal monumento, Francesco Martucci accoglie nella pizzeria I Masanielli una clientela internazionale. Tra le sue proposte c’è la Futuro di Marinara, rilettura del classico con crema di pomodoro arrosto, alici, aglio orsino e olive caiatine.
Il patrimonio vanvitelliano prosegue con l’Acquedotto Carolino, che alimentava la Reggia, i mulini e il setificio di San Leucio. I Ponti della Valle, a Valle di Maddaloni, ne rappresentano uno dei punti più spettacolari. Completano l’itinerario il Real Sito di Carditello, concepito come azienda agricola modello dei Borbone, e Casertavecchia, borgo medievale con il Duomo romanico, i vicoli in pietra e le vedute sul Golfo di Napoli.
La tappa di Caiazzo
A circa mezz’ora dal capoluogo si raggiunge Caiazzo, circondato da uliveti e colline. Qui Franco Pepe ha trasformato un’antica casa del centro storico nel laboratorio Pepe in Grani, con proposte che vanno dalla pizza a portafoglio alla sala Authentica, riservata a otto persone. Tra gli assaggi citati c’è Sensazione di Costiera, pizza fritta con alici di Cetara e scorza di limone, inserita dal New York Times tra i piatti da provare almeno una volta.
Il percorso gastronomico si conclude con la Crisommola del Vesuvio, pizza fritta dolce a base di albicocche locali. Tra vigneti, uliveti e orti, la cucina si lega così alla storia e al paesaggio: un intreccio che sta contribuendo a definire la nuova identità turistica del territorio casertano.