Ryanair ridurrà la propria presenza in 13 scali europei entro il 2027, motivando la scelta con tasse, costi operativi e caro carburante. La compagnia ha spiegato di voler riallocare i voli verso basi considerate più vantaggiose. L’elenco, tuttavia, comprende in larga parte cancellazioni già avvenute tra gennaio e agosto 2026, oltre a una serie di chiusure previste nei mesi successivi.
Il primo aeroporto interessato è stato Vigo, in Spagna, a gennaio. A marzo sono stati chiusi gli scali di Amman, in Giordania, Asturie e Clermont-Ferrand, rispettivamente in Spagna e Francia, oltre a Ponta Delgada e Terceira, nelle Azzorre. Ad agosto è terminata l’operatività a Rodez, in Francia.
Le cancellazioni previste
Nel mese di ottobre la chiusura coinvolge Bodrum e Dalaman, in Turchia, Niš, in Serbia, e Kalamata e Volos, in Grecia. Il prossimo passaggio è fissato al 27 marzo 2027, quando dovrebbe concludersi l’attività a Brema, in Germania. Per l’Italia, l’unica rotta direttamente interessata dall’elenco è quella tra Lamezia Terme e Brema.
Il quadro dei collegamenti italiani è più ampio se si considera anche la chiusura della base di Berlino, prevista dal 24 ottobre. La decisione comporta il taglio dei voli verso Bologna, Pisa, Palermo, Trieste e Reggio Calabria. Per la stagione invernale risultano inoltre cancellati oltre 100 collegamenti in Calabria, a Treviso e in Sardegna, negli aeroporti di Alghero e Olbia. In controtendenza, Cagliari è indicata in crescita.
Secondo Berlino Magazine, Bologna potrà contare sui voli di Eurowings, mentre easyJet dovrebbe aprire il collegamento con Rimini dal 28 marzo 2027. La chiusura della base tedesca riguarda anche la rotta per Lamezia Terme: se lo stop del 27 marzo sarà confermato, i passeggeri diretti a Brema dovranno ricorrere ad alternative.
Il nodo dei costi
Ryanair precisa che saranno cancellati i collegamenti diretti, mentre resteranno possibili itinerari con scalo intermedio e coincidenze presso altri hub della rete. Nonostante l’uscita dai 13 aeroporti, la compagnia prevede per il 2026 una media di 3.272 movimenti giornalieri, il 4% in più rispetto all’anno precedente. La capacità liberata dovrebbe essere trasferita verso scali con tariffe più basse, incentivi più favorevoli o maggiore potenziale di domanda.
Il caso più significativo è quello di Berlino: Ryanair ritirerà sette aerei, cancellerà 12 rotte e dimezzerà la capacità invernale. Tra le motivazioni indicate figurano l’aumento della tassa sull’aviazione, passata da 7,30 a 15,50 euro per passeggero dal 2019, l’incremento dei costi per sicurezza e controllo del traffico aereo e una crescita di circa il 50% dei diritti aeroportuali.
L’aeroporto di Berlino-Brandeburgo contesta però questa ricostruzione e sostiene che non siano previsti aumenti, aggiungendo che le tariffe medie sono rimaste quelle applicate all’apertura dello scalo. Un confronto analogo, secondo il quadro riportato, riguarda anche aeroporti di Spagna, Francia, Portogallo e Belgio. La compagnia presenta dunque i tagli come conseguenza dell’aumento dei costi e delle scelte politiche, mentre gli scali respingono parte delle accuse.