Frontiere europee

Aeroporti, Aci Europe e A4E chiedono sei riforme per l’Ees

Code fino a cinque ore spingono le associazioni a sollecitare procedure più snelle e controlli uniformi

Aeroporti, Aci Europe e A4E chiedono sei riforme per l’Ees

Aci Europe e Airlines for Europe hanno chiesto una revisione in sei punti del sistema Ees, l’Entry/Exit System utilizzato per la registrazione dei cittadini di Paesi terzi alle frontiere esterne dell’Unione europea. La richiesta è contenuta in una lettera resa pubblica dopo la presentazione di una memoria alle istituzioni comunitarie.

Alla base dell’iniziativa c’è il congestionamento dei varchi aeroportuali. Secondo le due associazioni, nei momenti di maggiore affluenza le attese possono arrivare a cinque ore e superano frequentemente le due ore. Una situazione che, spiegano, espone i passeggeri al rischio di perdere voli e coincidenze, oltre a creare difficoltà operative per gli scali e per il personale impegnato nei controlli.

Le organizzazioni riconoscono il ruolo dell’Ees nella sicurezza delle frontiere, ma chiedono procedure più rapide e una maggiore flessibilità nell’applicazione del sistema, alla luce dei volumi raggiunti dal trasporto aereo europeo. Secondo i dati di Eurocontrol citati nella lettera, nei cieli del continente vengono gestiti circa 36mila voli al giorno, per oltre 5,5 milioni di passeggeri quotidiani. In Italia la media indicata è di circa 3.700 voli e quasi mezzo milione di passeggeri al giorno.

Le sei richieste per ridurre le attese

Il primo intervento riguarda l’eliminazione della doppia verifica, con l’obiettivo di evitare controlli ripetuti sugli stessi dati e passaggi ridondanti durante le procedure di frontiera. Aci Europe e A4E chiedono inoltre di rendere più efficiente la verifica biometrica, accelerando l’elaborazione delle impronte digitali e delle immagini del volto.

Un altro punto riguarda la prevenzione dei profili Ees duplicati. La registrazione più volte dello stesso viaggiatore può infatti generare ulteriori controlli e contribuire al rallentamento delle operazioni. Le associazioni sollecitano anche un potenziamento dell’app e del portale Travel to Europe, così da rendere più funzionali gli strumenti per la preregistrazione prima dell’arrivo alla frontiera e facilitarne l’utilizzo su scala europea.

La quinta proposta è l’accelerazione e l’armonizzazione dei controlli automatizzati Abc, gli Automated Border Control, con un impiego più uniforme dei varchi automatici anche per i cittadini di Paesi terzi. L’obiettivo è superare le differenze operative tra gli Stati membri e aumentare la capacità di gestione dei flussi.

La flessibilità in caso di code

L’ultima richiesta consiste nel ripristino della sospensione parziale dell’Ees in caso di attese eccessive. In situazioni estreme, il meccanismo consentirebbe di interrompere temporaneamente la registrazione dei dati biometrici per ridurre la pressione sui varchi.

Nella nota, le due associazioni sottolineano che, a quasi sei mesi dalla piena implementazione del sistema, i tempi di attesa restano elevati. La congestione nei terminal, aggiungono, rappresenta anche un’emergenza logistica per le guardie di frontiera, il personale aeroportuale e gli addetti delle compagnie aeree.