Sicurezza aerea

Missili e voli cancellati, l’allerta cresce nel regno saudita

Il principale scalo del Paese resta fermo: Farnesina invita a rinviare trasferte non indispensabili.

Missili e voli cancellati, l’allerta cresce nel regno saudita

I ripetuti raid missilistici degli Houthi sull’Arabia Saudita, con il King Khalid International Airport di Riyadh tra gli obiettivi, hanno provocato una forte contrazione del traffico aereo e riacceso i timori sulla stabilità del Paese. L’escalation rischia inoltre di compromettere la strategia Vision 2030, il piano lanciato nel 2016 dal principe ereditario Mohammed bin Salman per ridurre la dipendenza dell’economia dal petrolio e trasformare il regno in una destinazione di riferimento anche per il turismo internazionale.

Traffico aereo quasi fermo

Nella mattina di lunedì 12 ottobre i cieli sopra Riyadh sono rimasti in gran parte vuoti, dopo il blocco totale o parziale dei collegamenti e le chiusure dello spazio aereo. Secondo le stime di Cirium, società specializzata nell’analisi del settore dell’aviazione, era prevista la cancellazione di circa il 60% dei voli programmati.

Il giorno precedente, il secondo aeroporto più trafficato del regno dopo quello di Jeddah aveva cancellato il 99,7% dei voli. Una percentuale più contenuta, ma comunque molto elevata, era stata indicata da FlightRadar24, che stimava al 78% le cancellazioni nello scalo della capitale saudita. L’aeroporto è chiuso dal pomeriggio di sabato e diverse compagnie hanno sospeso i collegamenti: Ita Airways, in particolare, ha annullato i voli per Riyadh fino al 16 ottobre.

L’ultimo episodio è stato segnalato nella giornata di domenica 11 ottobre. L’autorità saudita per l’aviazione civile ha riferito che un proiettile non identificato avrebbe colpito l’area del King Khalid, provocando un incendio, il ferimento di alcune persone e danni alla struttura. Il giorno precedente, secondo quanto riportato, un attacco aveva causato 12 vittime, tra cui un’assistente di volo egiziana di 28 anni della compagnia Flynas, e oltre 300 feriti.

Lo sconsiglio della Farnesina

La situazione sta alimentando preoccupazione anche per gli appuntamenti internazionali in programma a breve nella capitale, a partire dalla Future Investment Initiative, considerata l’evento più importante del Paese per gli investitori e destinata ad attirare esponenti della finanza da diverse parti del mondo.

Dopo l’innalzamento del livello di allerta da parte dell’ambasciata statunitense, la Farnesina ha pubblicato sul portale Viaggiare Sicuri lo sconsiglio a viaggiare in Arabia Saudita. Il ministero degli Esteri invita a rinviare i viaggi non necessari e raccomanda ai cittadini italiani di evitare gli spostamenti non essenziali nell’area dell’aeroporto, oltre a sconsigliare l’utilizzo dello scalo per arrivi e partenze.

Il traffico aereo internazionale e interno, avverte ancora la Farnesina, è interessato da sospensioni intermittenti e cancellazioni. Ai viaggiatori viene quindi chiesto di mantenersi aggiornati attraverso le compagnie aeree di riferimento e le indicazioni delle autorità locali.

La comunità internazionale ha condannato l’ulteriore escalation militare nella regione. Anche l’Onu ha espresso timori per un possibile allargamento del conflitto in Medio Oriente. Gli Stati Uniti, per il momento, non hanno annunciato un intervento: il presidente Donald Trump ha definito l’attacco inaccettabile, senza escludere che Washington possa affiancare l’Arabia Saudita.