Assoviaggi ha espresso preoccupazione riguardo alla revisione della direttiva europea sui pacchetti turistici, sottolineando che, nonostante i miglioramenti apportati, il testo rimane sbilanciato. L’associazione ha evidenziato come le nuove normative continuino a gravare in modo eccessivo sulle imprese europee del turismo organizzato, imponendo loro obblighi e responsabilità che non sono paragonabili a quelli richiesti ad altri operatori del settore.
In una nota ufficiale, Assoviaggi ha riconosciuto i progressi ottenuti grazie al dialogo con il ministero del turismo e le associazioni di categoria, che hanno portato a modifiche significative rispetto alla proposta iniziale della Commissione. Tra i risultati positivi si annoverano l’eliminazione di alcune misure penalizzanti e una maggiore chiarezza nella definizione di pacchetto turistico, oltre a una disciplina più equilibrata riguardo alle circostanze eccezionali, soprattutto in seguito agli eventi della pandemia.
Nuove responsabilità economiche
Tuttavia, l’associazione ha messo in evidenza che le nuove responsabilità economiche richieste agli operatori del turismo organizzato sono difficilmente sostenibili. Queste includono garanzie di insolvenza sempre più onerose, la copertura di voucher e rimborsi anche quando il servizio non è fornito a causa di terzi, e l’obbligo di rimborsare i viaggiatori entro 14 giorni. Questi oneri gravano in particolare sugli organizzatori europei, senza un coinvolgimento adeguato di altri attori della filiera, come compagnie aeree e piattaforme globali.
Assoviaggi ha avvertito che questa situazione crea uno squilibrio competitivo che potrebbe portare a un aumento dei costi operativi, a una pressione sulla liquidità e a una riduzione della marginalità delle imprese. Questo è un aspetto particolarmente critico per l’Italia, che ha il più alto numero di piccole imprese attive nel turismo organizzato a livello europeo.
Richieste di Assoviaggi
La tutela del consumatore è un valore fondamentale, ma Assoviaggi avverte che non deve tradursi in un carico di responsabilità che possa indebolire le imprese che garantiscono elevati standard di sicurezza e assistenza ai viaggiatori. L’associazione ha quindi chiesto che il recepimento nazionale della direttiva eviti ulteriori appesantimenti burocratici ed economici e ha proposto l’istituzione di un tavolo permanente con il Ministero del Turismo per monitorare l’impatto della normativa e identificare eventuali correttivi.