Il tramezzino compie cento anni e la sua storia, tra leggenda e gastronomia, passa dal Piemonte. La ricostruzione parte dal pane e da un racconto legato al Rondò della Forca, dove nell’Ottocento venivano eseguite le condanne a morte. Secondo la tradizione, i fornai torinesi avrebbero servito il pane al boia capovolto, come gesto di disprezzo: un’usanza considerata sfortunata ancora oggi. Per evitare di scegliere tra diritto e rovescio, sarebbe stato ideato un pane dalla forma regolare, il pancarrè.
Il passaggio decisivo arriva con Angela Demichelis, torinese emigrata negli Stati Uniti e poi rientrata in Italia con il marito Onorino Nebiolo. Nel 1925 la coppia acquistò il Caffè Mulassano, sotto i portici di piazza Castello. Un anno più tardi Angela avrebbe utilizzato il pane da toast fresco, privato della crosta e farcito con ingredienti salati, ispirandosi ai club sandwich inglesi. Il primo abbinamento, secondo la tradizione, era composto da burro e acciughe e veniva servito con il vermouth.
Al poeta Gabriele D’Annunzio viene invece attribuita la scelta del nome. Frequentatore del Mulassano, il Vate avrebbe battezzato i panini triangolari con il termine tramezzino, forse richiamando l’idea di uno spuntino tra due pasti. La ricetta fu pubblicata da La Cucina Italiana nel 1936, contribuendo alla diffusione di uno snack poi entrato nei bar, nei catering e nella ristorazione quotidiana.
Il centenario al Caffè Mulassano
Il tour dedicato al centenario prende le mosse dal Caffè Mulassano, locale liberty di 31 metri quadrati progettato da Antonio Vandone di Cortemilia. Tra specchi, boiserie, legno, cuoio e decorazioni in bronzo, il locale conserva una targa sulla nascita del tramezzino, un ritratto di Angela Demichelis e una fontanella d’epoca per il seltz. La vetrinetta propone circa venti varianti, con un prezzo medio indicato di 4 euro ciascuna.
Accanto ai classici all’aragosta e al vitello tonnato, nel 2026 il caffè presenta tre creazioni realizzate da chef piemontesi, che saranno riunite nel menu a settembre. Matteo Baronetto ha ideato un tramezzino dedicato a D’Annunzio, con crespelle di uovo, maionese al wasabi e polpettone. Paolo Griffa ha scelto trota della Dora, maionese all’erba cipollina e insalata croccante con semi di girasole, mentre Massimo Camia firma il Bra-mezzino, una versione a tre piani con salsiccia di Bra, capperi, maionese, germogli e rapanelli.
Gli altri indirizzi
La proposta artigianale non si limita al locale di piazza Castello. Tra gli indirizzi segnalati c’è Miretti, in corso Matteotti 5, dove i tramezzini vengono preparati al mattino e costano 3,50 euro. Tra i caffè storici figurano anche Baratti & Milano, apprezzato per la versione al vitello tonnato, la Farmacia del Cambio, Platti, Stratta e il Caffè Zucca. Il Bar Stampa completa la rassegna con panini più abbondanti e farciture diverse. Nel percorso rientra anche il Bra’s Festival, dal 17 al 20 settembre, dedicato alla salsiccia di Bra.