Nel cuore dell’Appennino marchigiano, lungo la via Salaria e a circa 20 chilometri da Ascoli Piceno, si trova un territorio dove sorgenti, sentieri e testimonianze storiche convivono. La località, in provincia di Ascoli Piceno e vicina al confine con il Lazio, è stata interessata dal terremoto che nel 2016 ha colpito il Centro Italia. Oggi il borgo e le sue frazioni continuano il percorso di rilancio puntando anche sulle risorse ambientali e culturali della zona.
Le sorgenti termali e il percorso verso Lu Vurghe
Le acque sulfuree del territorio erano note già in epoca romana, quando la Salaria collegava Roma al mare Adriatico. In seguito, il borgo divenne un punto di sosta per pellegrini e mercanti e attorno alle sorgenti si svilupparono strutture termali e luoghi di culto. Il legame tra acqua, natura e storia è ancora evidente nei sentieri e nelle frazioni dell’area.
Tra le mete più conosciute ci sono le Lu Vurghe, sorgenti situate a pochi minuti di cammino dalla frazione di Santa Maria di Maggese. Il sito comprende vasche naturali e artificiali alimentate da acque sulfuree che sgorgano a circa 30 °C. L’accesso è gratuito e le vasche, realizzate con sassi e pannelli in legno, si trovano in un contesto boschivo. Per raggiungerle occorre percorrere un sentiero di circa 400 metri, breve ma in alcuni tratti ripido e sconnesso: sono quindi consigliate scarpe da trekking e prudenza durante la discesa.
Le acque contengono diversi minerali, tra cui calcio, sodio, ioduri, bromuri e bicarbonati. Nel testo vengono associate a effetti lenitivi, antinfiammatori e rilassanti; alcuni visitatori utilizzano inoltre il fango naturale depositato sul fondo delle vasche per impacchi. L’esperienza è legata anche all’ambiente circostante, caratterizzato dal rumore del ruscello, dal bosco e dalla luce che filtra tra gli alberi.
Gole, cascate e testimonianze storiche
L’area offre anche possibilità per escursioni e attività all’aperto. Le Gole del Garrafo sono indicate per trekking e canyoning, mentre le Cascate della Prata e della Volpara si trovano in boschi di castagni e faggi. Il paesaggio permette così di affiancare la visita alle sorgenti a percorsi immersi nella natura.
Tra le architetture e i luoghi della memoria meritano attenzione Castel di Luco, fortezza medievale costruita su uno sperone roccioso, e il Ponte Vecchio romano, legato all’antico tracciato della Salaria. Il Monastero di San Benedetto in Valledacqua aggiunge una testimonianza di carattere religioso, mentre il Cimitero Partigiano Internazionale di Pozza richiama la storia del Novecento.
La località è raggiungibile in auto dall’Adriatico attraverso l’A14, con uscita a San Benedetto del Tronto e prosecuzione sulla Superstrada Ascoli-Mare. Da Roma si segue invece direttamente la via Salaria. Sono disponibili anche collegamenti in autobus da Roma Tiburtina, con fermata a Piazzale Terme; il viaggio indicato dura circa 2 ore e 50 minuti ed è gestito da Start SPA.