Intervista d’autore

Dente racconta il viaggio lento tra silenzio, memoria e ispirazione

Il cantautore parla delle esperienze in Sardegna, all’Elba, a Berlino e a New York, fino alla prossima partenza per Karpathos.

Dente racconta il viaggio lento tra silenzio, memoria e ispirazione

Per Giuseppe Peveri, in arte Dente, partire non significa soltanto raggiungere una destinazione. Il valore del viaggio sta soprattutto nel tempo sospeso tra partenza e arrivo, uno spazio in cui osservazione, memoria e immaginazione possono incontrarsi senza gli obblighi della vita quotidiana. È in questa dimensione che il cantautore trova una parte dell’ispirazione alla base della sua scrittura, fatta di parole essenziali, ironia e attenzione per i dettagli delle vicende di ogni giorno.

Dente ha iniziato il percorso musicale come chitarrista dei Quic e nel 2006 ha esordito da solista con l’album Anice in bocca. Nel 2009 L’amore non è bello ha ottenuto il PIMI – Premio Italiano Musica Indipendente come miglior album. La sua ricerca sui giochi linguistici è proseguita anche in ambito editoriale con Favole per bambini molto stanchi, raccolta illustrata da Franco Matticchio. Il suo ultimo lavoro è Santa Tenerezza, da cui nascerà un tour dalla dimensione più teatrale.

Il 6 agosto 2026 l’artista chiuderà a Verbania il Festival Musica e Spiritualità, con un appuntamento realizzato in collaborazione con Allegro con Brio, rassegna di libri, musica e teatro ospitata a Villa Maioni, affacciata sul Lago Maggiore. L’incontro offrirà anche l’occasione per ripercorrere il rapporto tra la sua attività e il modo personale di intendere gli spostamenti.

«Nel viaggio ho trovato il modo di far muovere l’ispirazione, di aspettarla, coglierla e cullarmi in questo stato di beatitudine che mi dà il movimento», racconta Dente. La partenza, spiega, gli consente anche di recuperare il silenzio, una pratica difficile da coltivare vivendo a Milano e lavorando come cantautore. Per questo preferisce spesso muoversi da solo, lasciando che la compagnia principale siano i propri pensieri e limitando le conversazioni alle necessità quotidiane.

Una settimana per 200 chilometri

All’isolamento si aggiunge la lentezza. Dente predilige percorrere pochi chilometri al giorno, in automobile, sapendo da dove parte e quale sia la meta, ma senza programmare ogni passaggio intermedio. «Nel mezzo può succedere di tutto», dice. Un’esperienza recente particolarmente significativa è stata in Sardegna, lungo la costa orientale: in una settimana ha percorso circa 200 chilometri, fermandosi più volte, attraversando la campagna, raggiungendo il mare e spingendosi nell’entroterra.

In quell’occasione ha rinunciato alle mappe digitali, affidandosi alla possibilità di lasciarsi guidare dai luoghi. Durante il tragitto ha ascoltato l’intera discografia di Neil Young. Quando invece deve ritrovare la concentrazione per lavorare, indica come rifugio una piccola casa immersa nel verde dell’isola d’Elba oppure, se dispone di più tempo, una delle isole meno conosciute dell’Egeo.

I luoghi che hanno formato il cantautore

Tra le esperienze più formative cita Berlino, scoperta da giovane, e una lunga permanenza a New York agli esordi della carriera. Anche allora viaggiava da solo e scambiava poche parole ogni giorno. Di ogni partenza conserva un diario compilato con attenzione, in cui annota ciò che fa anche in modo molto dettagliato. Rileggere quelle pagine gli permette di confrontare la persona che era dieci anni fa con quella che è oggi, senza nostalgia ma con un sorriso sulle proprie ingenuità.

Da questo confronto, spiega, nascono alcune delle canzoni più vicine alla sua idea di poesia in musica. La prossima destinazione sarà Karpathos, isola greca tra Rodi e Creta. A accompagnarlo saranno la musica tradizionale trasmessa dalle radio locali e il ricordo delle estati trascorse in quelle terre. Appena possibile, tornerà inoltre in Sardegna, questa volta lungo la costa occidentale, mantenendo lo stesso ritmo lento.