Evoluzione turistica

Il viaggio come bisogno: la nuova teoria di Zilio e De Marchi

Il viaggio si trasforma in un bisogno irrinunciabile per i consumatori.

Il viaggio come bisogno: la nuova teoria di Zilio e De Marchi

Il turismo continua a rappresentare uno dei principali desideri degli italiani, ma sta subendo una metamorfosi nel modo in cui viene vissuto e acquistato. Secondo il presidente di Primarete, Ivano Zilio, e il professore Damiano De Marchi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il viaggio è diventato un bisogno irrinunciabile per il consumatore contemporaneo, superando il concetto di semplice svago.

Questa evoluzione è visibile nei nuovi stili di vita, caratterizzati da vacanze più brevi e distribuite durante tutto l’anno, meno legate alla stagionalità tradizionale. La digitalizzazione e l’e-tourism sono diventati strumenti essenziali per la pianificazione e l’acquisto dei viaggi. Tuttavia, nonostante il desiderio di viaggiare rimanga costante, i comportamenti d’acquisto stanno cambiando profondamente a causa di fattori esterni come guerre, instabilità geopolitica, inflazione e perdita di potere d’acquisto.

De Marchi sottolinea che, sebbene il viaggio sia un bisogno consolidato, le modalità di acquisto sono influenzate da un contesto economico e geopolitico che rende i consumatori più cauti. Oggi, i clienti valutano maggiormente il rischio, confrontano più alternative e cercano sicurezza e affidabilità. Il turismo del 2026 mostra che il desiderio di viaggiare non è diminuito, ma ha assunto nuove forme.

Rallentamento del lungo raggio

Zilio osserva che, sebbene la domanda di viaggi a lungo raggio rimanga forte, ci sono stati rallentamenti significativi. La situazione geopolitica, in particolare il conflitto nell’area del Golfo, ha creato incertezze che hanno frenato molte prenotazioni. Le compagnie aeree hanno dovuto modificare le loro rotte, evitando determinati spazi aerei e allungando i tempi di percorrenza. Di conseguenza, molti clienti hanno scelto di attendere prima di confermare i viaggi o di optare per destinazioni più sicure e facilmente raggiungibili, come Spagna, Grecia e altre località del Mediterraneo.

Inoltre, l’economia influisce sulle scelte delle famiglie italiane. De Marchi evidenzia che, sebbene i consumatori non rinuncino alle vacanze, stanno redistribuendo il proprio budget, mostrando un crescente interesse per opzioni più accessibili come campeggi, agriturismi e appartamenti. Questo cambiamento strutturale sta modificando il ruolo dell’intermediazione tradizionale.

Il ruolo delle agenzie e l’importanza della tecnologia

La situazione internazionale ha avuto ripercussioni dirette anche sul trasporto aereo, con un incremento dei costi operativi e una volatilità tariffaria che complica ulteriormente le prenotazioni. Zilio spiega che l’oscillazione continua dei prezzi è uno dei principali freni alle prenotazioni, creando incertezza tra i clienti. Le agenzie di viaggio devono ora gestire un mercato più dinamico e complesso rispetto al passato.

Il rallentamento del lungo raggio ha anche modificato la composizione dei ricavi delle agenzie, con un aumento del peso delle destinazioni mediterranee e di medio raggio. Zilio afferma che oggi il valore dell’agenzia non è solo vendere un viaggio, ma accompagnare il cliente, offrendo competenza, affidabilità e assistenza. De Marchi aggiunge che la tecnologia giocherà un ruolo fondamentale nei processi di acquisto, ma la vera differenza sarà la capacità delle agenzie di integrare strumenti digitali con la relazione umana.

In conclusione, la stagione 2026 segna un cambiamento strutturale nel settore turistico: il desiderio di viaggiare continua a crescere, ma il successo delle imprese turistiche dipenderà sempre di più dalla loro capacità di comprendere l’evoluzione dei comportamenti dei consumatori e di accompagnarli in un mercato sempre più complesso e dinamico.