Un nuovo uragano minaccia le Hawaii dopo l’evento del 16 agosto. Si tratta di Lowell, ciclone classificato tra la categoria 3 e la 4 e considerato tra i più violenti del Pacifico centrale. La traiettoria prevista indica come aree maggiormente esposte le isole di Kauai e Niʻihau.
È stata attivata un’allerta su tutto l’arcipelago, mentre le autorità seguono l’evoluzione della perturbazione. Lowell potrebbe portare precipitazioni comprese tra 15 e 25 centimetri, con accumuli massimi fino a 36 centimetri nelle zone più esposte. Il rischio riguarda soprattutto le valli e i rilievi, dove sono possibili allagamenti improvvisi, frane e colate di detriti.
In vista dell’arrivo della tempesta, il governatore ha dichiarato lo stato d’emergenza. A Kauai sono state inoltre annullate la maratona e la mezza maratona, eventi che avrebbero dovuto coinvolgere circa 20.000 partecipanti.
Le conseguenze si sono già estese ai collegamenti aerei. Lunedì 7 settembre è stato cancellato circa un quarto dei voli in partenza e in arrivo all’aeroporto di Lihue; alcune cancellazioni hanno riguardato anche i collegamenti previsti per martedì. Ai passeggeri viene raccomandato di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di raggiungere lo scalo.
Parchi e attrazioni chiusi
Sull’isola sono state temporaneamente chiuse diverse aree di interesse, tra cui il Polihale State Park, il Na Pali Coast State Wilderness Park e l’Haena State Park. Per residenti e visitatori è disponibile una pagina informativa con aggiornamenti in tempo reale all’indirizzo gohawaii.com/Lowell.
Il precedente uragano Lala
A metà agosto l’uragano Lala aveva colpito soprattutto Oahu, con raffiche superiori ai 120 chilometri orari, piogge torrenziali e condizioni meteorologiche estreme. L’evento aveva provocato smottamenti, difficoltà alla circolazione, blackout e danni alle infrastrutture, causando disagi a residenti e turisti.
Lowell si inserisce in una fase caratterizzata dalla presenza di tre uragani nel Pacifico orientale. Gli altri due, Karina e Marie, risultano però molto lontani dalla terraferma. Secondo gli scienziati, il fenomeno è legato a El Niño, che riscalda le acque oceaniche e modifica gli schemi globali di venti, pressione atmosferica e precipitazioni, con effetti diversi nelle varie regioni del mondo.