Regole digitali

Ue, procedimento contro Booking su frodi e annunci sponsorizzati

Bruxelles esamina strutture inesistenti, phishing, pagamenti illeciti e visibilità acquistata nei risultati

Ue, procedimento contro Booking su frodi e annunci sponsorizzati

La Commissione europea ha avviato un procedimento formale nei confronti di Booking per verificare il rispetto del Digital Services Act, il regolamento Ue sui servizi digitali. Nel mirino ci sono i rischi legati alle frodi online, gli annunci relativi a strutture ricettive inesistenti e la trasparenza delle inserzioni a pagamento.

Secondo Bruxelles, la piattaforma potrebbe non aver indicato con sufficiente chiarezza come pubblicità gli annunci per i quali le strutture hanno pagato commissioni più elevate, ottenendo così una posizione migliore nei risultati mostrati agli utenti. La pratica, precisa la Commissione, è lecita, ma deve essere riconoscibile come contenuto pubblicitario e accompagnata dalle informazioni su chi la promuove e chi la finanzia.

I tre filoni dell’indagine

Il primo ambito riguarda gli annunci fraudolenti, compresi quelli di alberghi inesistenti o di sistemazioni non conformi alla descrizione pubblicata. La Commissione valuterà se Booking abbia individuato correttamente i rischi connessi alla diffusione di contenuti illegali, inclusi i casi di usurpazione d’identità, e se abbia adottato misure efficaci per prevenire e rimuovere rapidamente le inserzioni false.

Il secondo filone riguarda i tentativi di phishing, utilizzati per sottrarre dati personali o denaro. L’esame Ue si concentrerà sulle modalità con cui vengono condivise con le strutture ricettive le informazioni relative agli ospiti e alle prenotazioni. L’obiettivo è verificare se gli utenti possano essere esposti a richieste di pagamento fraudolente, apparentemente collegate a prenotazioni reali.

Il terzo punto riguarda la trasparenza degli annunci sponsorizzati. Bruxelles vuole accertare se gli utenti possano comprendere perché una determinata struttura compare in evidenza, chi ha pagato per quella visibilità e quali impostazioni incidono sui contenuti mostrati. In base al Dsa, i clienti devono poter distinguere tra un risultato rilevante per la ricerca e uno favorito da un investimento pubblicitario.

La Commissione ha inoltre richiamato l’aumento delle frodi. Secondo i dati citati dal portavoce per il digitale Thomas Regnier, a livello globale l’incremento avrebbe raggiunto il 500% in tutti i settori industriali. Tra il 2022 e il 2024, le truffe sarebbero cresciute anche sulla piattaforma, con un valore complessivo arrivato a 4,2 miliardi di euro nel 2024. Regnier ha sostenuto che Booking non stia facendo abbastanza per prevenire frodi e truffe online.

Le possibili conseguenze

La Commissione dovrà ora stabilire se vi siano state violazioni degli articoli 34 e 35 del Dsa. L’indagine potrà proseguire con la raccolta di ulteriori prove, richieste di informazioni e ispezioni. In alternativa, Bruxelles potrà valutare gli impegni che Booking proporrà per correggere le criticità individuate.

La società ha assicurato la propria disponibilità a collaborare con le autorità europee, definendo costruttivo il confronto sul regolamento. In una nota, Booking ha indicato come priorità la sicurezza, la fiducia e la protezione dei dati personali, ribadendo l’impegno a contrastare la criminalità informatica e le frodi online e a tutelare viaggiatori e operatori.