Il traffico aereo indonesiano ha iniziato a riprendere gradualmente martedì, dopo lo stop provocato dall’eruzione dell’Anak Krakatau. La riapertura riguarda i principali scali del Paese, ma la situazione resta lontana dalla normalità: sono stati cancellati circa 3.000 voli, compresi 622 collegamenti internazionali, e oltre 340.000 passeggeri sono rimasti a terra.
Il blocco ha coinvolto anche numerosi viaggiatori italiani ed è considerato uno dei più gravi disagi registrati negli ultimi anni in Indonesia. Il ministro dei Trasporti Dudy Purwagandhi ha spiegato che servirà tempo per tornare alla piena operatività e ha invitato i passeggeri ad avere pazienza. Prima della ripresa, aeroporti e compagnie devono infatti completare le ispezioni degli aeromobili.
Particolare attenzione è richiesta anche agli equipaggi di volo. Le autorità hanno istituito aree di spazio aereo interdette intorno alle zone interessate dalla cenere vulcanica, che può danneggiare i motori e altri sistemi essenziali degli aerei. I collegamenti vengono quindi autorizzati solo dopo le verifiche sulla sicurezza delle rotte e dei velivoli.
Le indicazioni per i viaggiatori
Il sito della Farnesina Viaggiare Sicuri, aggiornato all’8 settembre, segnala che i collegamenti con l’intero Paese sono ancora interessati da forti disagi. Gli aeroporti stanno riprendendo lentamente le attività, ma ai connazionali viene raccomandato di contattare direttamente la compagnia aerea o il tour operator per ottenere informazioni aggiornate.
Per le situazioni di grave emergenza resta raggiungibile l’Ambasciata d’Italia a Giacarta, al numero +62 (0) 815 1811 344. La raccomandazione è di verificare lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto, considerando che la situazione può cambiare in relazione all’attività del vulcano e alla presenza di cenere nello spazio aereo.
L’attività dell’Anak Krakatau
L’eruzione caratterizzata da fontane di lava e forti boati è cessata domenica, ma l’isola vulcanica è rimasta attiva anche martedì, con quattro eruzioni registrate tra l’alba e mezzogiorno dai sismografi. L’Anak Krakatau si trova nello stretto tra Giava e Sumatra e ha sviluppato un’attività sporadica dopo la sua emersione, avvenuta all’inizio del secolo scorso all’interno della caldera formata dall’eruzione del Krakatoa del 1883, che provocò circa 35.000 vittime.
Nel 2018 il crollo di una parte dell’Anak Krakatau innescò uno tsunami con 429 morti e migliaia di sfollati. L’Indonesia, arcipelago composto da circa 17.000 isole, si trova lungo la Cintura di fuoco del Pacifico, una fascia caratterizzata da intensa attività vulcanica e sismica. Nonostante l’emergenza, il Paese continua a registrare una forte attrattiva turistica: nel 2025 ha accolto oltre 15,3 milioni di visitatori stranieri.