Dati estivi

Welfare aziendale, 435 euro medi per le vacanze

L’analisi su 500mila viaggiatori fotografa soggiorni brevi e prenotazioni sempre più vicine alla partenza.

Welfare aziendale, 435 euro medi per le vacanze

Il welfare aziendale viene utilizzato sempre più spesso per sostenere le spese di viaggio. È uno degli elementi che emergono dall’analisi realizzata da Salabam Solutions sui dati relativi a oltre 500mila viaggiatori, con l’obiettivo di fotografare l’andamento delle prenotazioni nell’ultimo anno e, in particolare, nei mesi estivi.

Secondo la società, la spesa media destinata da ciascun dipendente alle esperienze turistiche è stata di 435 euro. Il dato si inserisce in una fase in cui il costo delle ferie pesa sempre di più sui bilanci familiari. I dati citati nell’analisi indicano che oltre un italiano su tre non può permettersi una settimana di vacanza. Nello stesso periodo è aumentato il ricorso alle formule di pagamento dilazionato: secondo Banca d’Italia, l’utilizzo del Buy Now Pay Later è passato dal 4% delle famiglie nel 2022 al 30% nel 2025, interessando anche le spese per le partenze.

Il welfare rappresenta così, per chi ne dispone, un’alternativa al ricorso al credito. Nel 2026 sarebbero oltre 4 milioni gli italiani con strumenti di welfare utilizzabili anche per prenotare hotel, voli e soggiorni. Sulle piattaforme analizzate, la disponibilità media era di circa 690 euro per dipendente, con un tasso di utilizzo vicino al 70%.

Soggiorni più brevi e prenotazioni ravvicinate

L’indagine descrive abitudini di viaggio più frammentate e flessibili. La durata media dei soggiorni rilevata nell’ultimo anno è stata di 2,7 giorni, mentre nell’estate 2026 la media è scesa a 2,5 notti. La spesa media per ordine è rimasta sostanzialmente stabile, passando da 427,88 a 435,11 euro.

Anche la programmazione delle partenze si è accorciata. La finestra media di prenotazione è stata di 35 giorni, mentre la mediana si è fermata a 24. Quasi un ordine su tre, il 32,9%, è stato effettuato meno di due settimane prima della partenza.

È cambiata anche la composizione dei gruppi di viaggio. Nel confronto tra le prenotazioni effettuate dal 1° giugno al 31 agosto 2025 e quelle dello stesso periodo del 2026, le coppie sono rimaste la configurazione prevalente, ma sono scese dal 65,9% al 54,6%. I viaggiatori singoli sono passati dal 20,7% al 22,5%, mentre i gruppi sono saliti dal 5,9% all’8%.

L’incremento più significativo ha riguardato le famiglie, passate dal 5,3% all’11,1% delle prenotazioni e quasi triplicate in termini assoluti sulle piattaforme Salabam. In crescita anche le prenotazioni dei genitori single con figli, dall’1% all’1,6%.

L’Italia resta la destinazione più scelta

Sul fronte geografico, l’Italia ha rappresentato il 60,8% delle prenotazioni, confermandosi la destinazione principale. L’analisi segnala però aumenti per alcune mete internazionali: la Spagna è cresciuta del 70,3%, la Grecia del 69,3%, il Regno Unito del 67,5% e il Giappone del 65,1%.

Marco Mazza, co-founder di Salabam Solutions, ha sottolineato che la possibilità di destinare una quota del welfare a un viaggio assume un peso maggiore in una fase di riduzione del potere d’acquisto. Diego Furlani, co-founder della società, ha invece richiamato il rapporto tra benefit e qualità della vita, osservando che il welfare legato ai viaggi non è più soltanto un elemento accessorio per i lavoratori.