In autunno la Piana Rotaliana offre un paesaggio da attraversare senza fretta, tra filari, corsi d’acqua e rilievi rocciosi. Il territorio, definito da Cesare Battisti il più bel giardino vitato d’Europa, si presta a essere esplorato a piedi o in bicicletta, seguendo strade secondarie, sentieri e piste ciclabili. Nelle principali vallate del Trentino la rete dedicata alle due ruote supera i 490 chilometri e comprende anche aree di sosta e Bicigrill.
Il punto di partenza è Trento, città dal centro raccolto, con i palazzi affrescati di via Belenzani, piazza Duomo, la fontana del Nettuno e la cattedrale di San Vigilio. Il percorso urbano può proseguire nel quartiere Le Albere, progettato da Renzo Piano, dove si trova il Muse, il Museo delle Scienze. Per una passeggiata nel nucleo storico si può seguire il Giro al Sas, anello pedonale che ricalca il tracciato dell’antico quartiere medievale.
Vigneti e percorsi cicloturistici
La valle tra Trento e l’Alto Adige combina montagne, frutteti e coltivazioni. Il clima è influenzato dall’ora del Garda, il vento termico che risale il fondovalle, mentre l’escursione tra temperature diurne e notturne favorisce una maturazione graduale delle uve. Tra i prodotti più rappresentativi c’è il Trentodoc, spumante ottenuto da Chardonnay e Pinot Nero, con un affinamento sui lieviti che parte da 15 mesi e arriva ad almeno 36 mesi per le riserve.
Il Giro del Vino 50 segue per circa 50 chilometri il corso dell’Adige e attraversa la Piana Rotaliana Königsberg. L’anello passa da Lavis, dove si trovano le Cantine Monfort e il Giardino dei Ciucioi, quindi sale verso Pressano e Sorni. Proseguendo verso Faedo e il Campo Rotaliano, il tracciato raggiunge Mezzolombardo e Mezzocorona, aree legate soprattutto al Teroldego Rotaliano. Lungo il percorso si incontrano anche il Castello di Monreale, Palazzo Firmian e lo Skywalk del Monte di Mezzocorona, inaugurato nel 2023 a oltre 600 metri sopra i vigneti.
Una deviazione conduce al Mets, il Museo Etnografico Trentino ospitato nell’antico Convento Agostiniano di Grumo San Michele. Le sale raccontano il lavoro agricolo e la vita delle comunità locali. A ovest di Trento il paesaggio cambia nella Valle dei Laghi, tra specchi d’acqua, borghi, castelli e una tradizione enologica legata alla Nosiola. Da questo vitigno nasce il Vino Santo Trentino Doc, prodotto lasciando appassire i grappoli sulle arele fino alla Settimana Santa.
Laghi, natura e Val di Cembra
Il Sentiero della Nosiola 1 è un anello di circa 12 chilometri che parte da Padergnone e costeggia il lago di Santa Massenza. Il cammino prosegue verso il lago di Toblino, dominato dal castello medievale, e attraversa un biotopo protetto. Nella stessa zona si trova la centrale idroelettrica di Santa Massenza, impianto sotterraneo che convoglia le acque del Sarca e del lago di Molveno fino alla sala delle turbine.
Risalendo l’Avisio si raggiunge la Val di Cembra, dove oltre 700 chilometri di muretti a secco sostengono i vigneti sui versanti. Il Giro della Val di Cembra e Pinè è un anello di quasi 90 chilometri, con più di 1.600 metri di dislivello. A piedi si può seguire il Sentiero del Dürer, mentre le Piramidi di Segonzano interrompono il disegno regolare delle coltivazioni con le loro guglie di terra e pietra.
L’itinerario prosegue verso il lago Santo, Grumes e il Lac del Vedes, torbiera di origine glaciale attraversata da un camminamento in legno. Nel complesso, il territorio propone un viaggio tra attività all’aria aperta, patrimonio storico e produzioni locali, con itinerari adatti a ritmi diversi e una particolare attenzione alla relazione tra ambiente, agricoltura e cultura del territorio.