Considerata da anni una delle capitali più vivibili al mondo, anche nel 2026 Copenaghen continua a distinguersi per qualità degli spazi urbani, presenza di aree verdi e attenzione alla mobilità sostenibile. Biciclette e trasporti pubblici hanno un ruolo centrale, mentre le automobili sembrano lasciare spazio a una dimensione più raccolta e accessibile. La città danese unisce sicurezza, architetture colorate e un carattere internazionale, elementi che ne hanno favorito la crescente popolarità turistica.
Il viaggio raccontato da Samantha si svolge in aprile, quando la primavera è già iniziata ma le temperature possono essere ancora rigide. La sistemazione si trova a Ørestad, a circa cinque minuti dall’aeroporto. Il quartiere offre poche attrazioni, ad eccezione di un grande centro commerciale, ma consente di raggiungere il centro in 10-15 minuti grazie alla metropolitana.
Christianshavn e Nyhavn, il primo giorno
La prima giornata è dedicata a Christianshavn, uno dei distretti più caratteristici della capitale. Qui si trova Christiania, comunità nata nel 1971 nell’area di un’ex caserma. La strada principale, Pusher Street, ospita bancarelle e locali, mentre le casette in legno, i murales e i percorsi lungo i corsi d’acqua definiscono l’atmosfera del quartiere. Il testo ricorda anche che le attività legate alla vendita di cannabis sono consentite all’interno della comunità, ma non al di fuori di essa.
Da Christianshavn il percorso prosegue verso Nyhavn, il celebre canale circondato da abitazioni dalle facciate variopinte. Costruito per collegare il porto al centro cittadino, oggi è uno dei luoghi più riconoscibili di Copenaghen e concentra numerosi ristoranti e locali. La serata si conclude con una cena e una bevanda calda, resa necessaria dal clima ancora freddo.
Mercati, palazzi e monumenti nel centro
Il secondo giorno comincia da Torvehallerne, mercato coperto con banchi dedicati a prodotti dolci e salati, frutta, verdura, carne, pesce e salumi. All’esterno si trovano anche bancarelle di fiori e frutta. Una degustazione di dieci assaggi è costata 270 corone danesi, circa 36 euro, da dividere in due. Il racconto sottolinea inoltre il livello elevato dei prezzi nella capitale, anche quando la spesa può sembrare contenuta.
La visita continua nel quartiere latino, con la salita alla Rundetaarn, la Torre Rotonda, da cui si può osservare la città. A piedi si raggiungono poi Christiansborg Slot, sede del Parlamento danese, e il Castello di Rosenborg. Nelle vicinanze si trovano Strøget, la principale strada commerciale, la Church of Our Lady, cattedrale cittadina, e l’Hard Rock. La giornata termina ancora a Nyhavn, scelto per il tramonto e la cena lungo il canale.
Il terzo giorno porta a nord, nel quartiere di Bispebjerg, una zona meno turistica dove sorge la Grundtvigs Kirke, edificio dall’aspetto insolito. La chiesa chiude alle 16:00 e, per questo motivo, non è stato possibile visitarla all’interno. Di fronte si trova il Cimitero Assistens, dove sono sepolti Søren Kierkegaard e Hans Christian Andersen: il luogo viene descritto come un parco frequentato anche da chi corre o pratica attività fisica.
L’ultima parte dell’itinerario comprende la Sirenetta, simbolo della capitale, la cittadella militare di Kastellet, con il suo mulino, e Islands Brygge, area utilizzata dai residenti come piscina all’aperto durante l’estate. La permanenza si chiude con un’ultima cena a Nyhavn. Tre giorni permettono di toccare diversi punti della città, anche se un soggiorno più lungo consentirebbe di esplorarla con maggiore calma.