Itinerario familiare

Sette giorni tra vulcani, spiagge e imprevisti

Escursioni, cambi di programma e tappe gastronomiche in un viaggio segnato dalle eruzioni di Etna e Stromboli.

Sette giorni tra vulcani, spiagge e imprevisti

Una settimana in Sicilia tra escursioni vulcaniche, città d’arte, spiagge e continui cambi di programma. Il viaggio di una famiglia è partito da Milazzo, con l’obiettivo di visitare l’Etna e completare l’esplorazione delle isole Eolie, per poi proseguire verso Siracusa, Noto, la costa occidentale e Palermo. A complicare l’itinerario sono state le eruzioni dell’Etna e dello Stromboli, che hanno provocato la chiusura temporanea dell’aeroporto di Catania e lo stop alle salite sul vulcano delle Eolie.

La vacanza era stata organizzata con largo anticipo. Per la settimana dal 13 al 20 luglio la famiglia ha scelto un appartamento a San Vito Lo Capo, mentre il rientro è stato programmato in traghetto da Palermo a Genova, con 21 ore di navigazione. Il viaggio di andata è stato diviso tra nave e aereo, con partenze differenti per i membri della famiglia. L’idea iniziale prevedeva anche una tappa a Vulcano, ma la chiusura della pozza dei fanghi e dell’area delle acque calde ha portato a modificare il programma.

Etna e Stromboli, il programma cambia

La prima parte del viaggio è stata condizionata dall’attività dei due vulcani. A causa delle condizioni dello Stromboli, le escursioni in quota sono state sospese e la famiglia ha rinunciato alla traversata, anche per il timore di possibili disagi e di un’eventuale evacuazione. La scelta si è rivelata prudente: proprio nei giorni previsti per la visita si è verificato il cedimento di un crostone sulla spiaggia.

Più complessa anche l’organizzazione dell’escursione sull’Etna. Inizialmente era stato scelto il versante nord, con pernottamento al Rifugio Ragabo, ma l’attività del vulcano ha imposto una modifica. L’escursione è stata comunque effettuata da Piano Provenzana, raggiungendo circa 2.800 metri invece dei 3.300 previsti. Il percorso, svolto in parte su mezzi 4×4, ha incluso la Valle del Bove, i crateri a bottoniera e le aree interessate dall’eruzione del 2002. La famiglia ha assistito anche a boati, fumo e zampilli, senza rinunciare alla visita quando le condizioni sono tornate sicure.

Dopo due notti nell’area di Milazzo, il percorso è proseguito verso Siracusa. La visita al Teatro Greco è stata organizzata nelle ore più fresche della giornata, mentre la sera è stata dedicata a Ortigia e alla cucina siciliana. Il giorno successivo la famiglia ha raggiunto Calamosche, nell’area dell’oasi di Vendicari: per arrivare alla spiaggia sono necessari circa 15 minuti a piedi e occorre portare con sé tutto il necessario, perché sul posto non ci sono servizi. La tappa si è conclusa a Marzamemi, apprezzata per il centro caratteristico.

Barocco, mare e bilancio finale

La quarta giornata è stata dedicata a Noto, visitata al mattino per evitare le ore più calde. La famiglia ha ammirato la Cattedrale, la Chiesa di Santa Chiara, il Convento delle Benedettine e Palazzo Nicolaci, prima di ripartire verso Acireale. La città è stata descritta come una piacevole sorpresa per i suoi palazzi e le architetture barocche. Dopo il rientro a Milazzo e i saluti ai parenti, il viaggio è proseguito verso San Vito Lo Capo.

La località ha offerto un alloggio apprezzato per la posizione e gli spazi esterni, ma l’esperienza sulla spiaggia è stata più critica. A metà luglio l’arenile è risultato molto affollato, con contestazioni sulla gestione degli ombrelloni nella zona di spiaggia libera attrezzata. La famiglia ha inoltre segnalato la presenza di rifiuti, tra sigarette, bicchieri e bottiglie. Il mare è stato giudicato bello, ma nel complesso queste condizioni hanno lasciato un’impressione negativa.

Un problema di salute ha costretto la famiglia a rinunciare all’escursione di un’intera giornata a Favignana e Levanzo. È stata invece effettuata una gita in barca alla Riserva dello Zingaro e a Scopello. Nel resoconto vengono criticate le promesse commerciali legate all’aperitivo e alle bevande, ritenute non corrispondenti al servizio ricevuto. Tra le tappe gastronomiche vengono ricordate granite, arancini, sfincione, pane cunzato e alcuni ristoranti locali.

Il rientro è stato preceduto da una giornata a Palermo, resa possibile dal ritardo del traghetto. Il percorso ha toccato il mercato di Ballarò, la Cattedrale, il Palazzo dei Normanni, la Vucciria e la Chiesa di San Domenico, dove è sepolto Giovanni Falcone. La vacanza si è conclusa con una spesa complessiva di circa 3.300 euro, esclusi i pedaggi autostradali.