Turismo culturale

Sardegna archeologica, un itinerario tra nuraghi e rovine

Da Li Lolghi a Barumini, passando per Tharros e Nora: tappe, costi e impressioni lungo un percorso tra siti preistorici e città antiche.

Sardegna archeologica, un itinerario tra nuraghi e rovine

Un itinerario di 13 giorni attraverso la Sardegna, costruito per privilegiare siti archeologici e luoghi lontani dalle località balneari più affollate. Il percorso, affrontato in auto dopo il trasferimento in nave da Livorno a Olbia, ha toccato l’isola da nord a sud, con una prevalenza di tappe nella parte occidentale. Il viaggio ha richiesto prenotazioni anticipate per traghetto e strutture ricettive e si è concluso con circa 1.200 chilometri percorsi sull’isola.

Dai sepolcri prenuragici alle città romane

Le prime visite hanno riguardato la Tomba dei Giganti di Li Lolghi e la Necropoli di Li Muri, nell’area di Arzachena, seguite dal Santuario prenuragico di Monte d’Accoddi, con il suo altare a terrazza e la rampa lunga 42 metri. A Porto Torres, il viaggio ha incluso la Basilica di San Gavino e la cripta con le reliquie dei Martiri Turritani. Tra le tappe del nord anche la Necropoli di Anghelu Ruju, con 38 tombe scavate nell’arenaria, e il complesso nuragico di Santu Antine, a Torralba.

Nel Sinis, l’itinerario ha portato alla Necropoli di Sant’Andrea Priu, alle Terme Romane di Fordongianus e al Museo Civico di Cabras, dove sono esposti i Giganti di Mont’e Prama. Il giorno successivo è stato dedicato a Tharros, insediamento di origine nuragica e fenicio-punica, poi città romana e centro bizantino. La visita è proseguita nell’ipogeo della Chiesa di San Salvatore, un santuario sotterraneo con tracce di culti nuragici, punici, romani e paleocristiani.

Dal Sulcis a Cagliari

Nel sud dell’isola, la tappa al Parco Archeologico di Monte Sirai ha permesso di osservare i resti di una città fenicio-punica, con abitazioni, tempio, tofet e necropoli. A Sant’Antioco sono stati visitati il Villaggio Ipogeo, la Necropoli punica di Sulky, l’Acropoli e le catacombe della Basilica di Sant’Antioco Martire. Il percorso ha incluso anche una serata a Carloforte, sull’isola di San Pietro, raggiunta in traghetto da Calasetta.

La parte meridionale ha riservato alcune delle tappe più significative: il Parco Archeologico di Nora, con le terme, il foro, i mosaici e il santuario di Esculapio; la Cripta di Santa Restituta e la Necropoli punica di Tuvixeddu, a Cagliari; infine la Grotta della Vipera, monumento funerario romano legato alla storia di Attilia Pomptilla. Il viaggio si è concluso a Barumini con la visita guidata di Su Nuraxi, sito dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1997.

Accanto alle aree archeologiche, il diario registra spese di trasporto, pernottamento e ristorazione. Il solo trasferimento marittimo con cabina, auto e assicurazione è costato 925 euro, mentre i prezzi degli ingressi hanno oscillato da pochi euro fino ai 16 euro per Su Nuraxi. Tra i piatti segnalati figurano fregola ai frutti di mare, spaghetti alla bottarga, panino al polpo, anemoni di mare fritti, tonno e maialetto sardo. Le classifiche finali del percorso indicano Nora, Sant’Antioco, Sant’Andrea Priu, Tharros e Barumini tra le mete più apprezzate.