Il panorama turistico della Repubblica Ceca sta vivendo una trasformazione significativa, con un crescente interesse da parte dei turisti italiani che desiderano esplorare oltre la celebre Praga. Recenti dati indicano che l’83% dei visitatori italiani che hanno già visitato il Paese è propenso a ritornare per scoprire nuove destinazioni regionali.
Questa tendenza ha spinto i tour operator a rivedere le loro offerte, passando da un modello focalizzato esclusivamente sulla capitale a una proposta più diversificata che include esperienze regionali. Luboš Rosenberg, direttore per l’Italia di Czech Tourism, ha delineato la nuova strategia promozionale, che mira a prolungare la permanenza media dei turisti e a sviluppare circuiti regionali.
Per ottimizzare gli investimenti, Czech Tourism ha deciso di concentrare il proprio budget sul patrimonio storico-culturale e sulla gastronomia, rispondendo a una domanda in forte crescita. I dati del primo trimestre del 2026 mostrano già un incremento del 2% nei flussi turistici rispetto all’anno precedente, un segnale positivo per il settore.
Siti UNESCO e tradizioni locali
La Repubblica Ceca, con una superficie simile a quella della Lombardia, offre spostamenti rapidi e una logistica semplificata, vantando una densità monumentale senza pari. Rosenberg sottolinea che il Paese è il primo al mondo per la quantità di siti UNESCO per chilometro quadrato. Tra le nuove nicchie di mercato per i turisti italiani ci sono la cultura della coltivazione del luppolo, recentemente inserita nella lista UNESCO, e l’arte del cristallo di Boemia, promossa attraverso itinerari come la “Via del vetro”.
Proporre la Repubblica Ceca oggi significa creare cataloghi che offrano esperienze variegate, combinando eccellenze gastronomiche, castelli, borghi e tradizioni autentiche, tutte facilmente accessibili dalla capitale e in tutto il territorio ceco.
Risultati in crescita
La strategia attuata da Czech Tourism sta dando i suoi frutti, con un aumento dei numeri nel primo trimestre del 2026, in parte grazie anche ai viaggi di istruzione. Questo rappresenta un buon punto di partenza per migliorare ulteriormente i risultati del 2025, quando si erano registrati circa 1,2 milioni di pernottamenti da parte di turisti italiani, cifra che sale a 1,5 milioni considerando anche i soggiorni in bed & breakfast.