Dieci giorni tra parchi, laghi e savana per attraversare alcuni degli ambienti naturali più noti del Kenya. L’itinerario ha toccato Amboseli, il Lago Naivasha, il Lago Nakuru e la riserva del Masai Mara, con safari dedicati all’osservazione di elefanti, felini, rinoceronti, ippopotami e numerose specie di uccelli. Il viaggio si è svolto in bassa stagione, ma nel Masai Mara non sono comunque mancate le auto nei pressi degli avvistamenti più richiesti.
La partenza, il 1° gennaio 2026, è stata segnata dal maltempo ad Amsterdam. Il ritardo del volo da Milano ha fatto perdere la coincidenza per Nairobi; grazie all’intervento al banco assistenza della compagnia, il viaggio è proseguito con un volo Emirates via Dubai, senza costi aggiuntivi. L’arrivo nella capitale keniota è avvenuto il giorno successivo, seguito da un trasferimento di circa cinque ore lungo la trafficata A109, conosciuta anche come Mombasa Road, fino al campo di Amboseli.
Tra Amboseli e i laghi della Rift Valley
Nel Parco Nazionale di Amboseli, vicino al confine con la Tanzania, il gruppo ha incontrato diverse famiglie di elefanti con il Kilimangiaro sullo sfondo. L’area protetta, istituita nel 1974, comprende savana, boschi, zone umide e il letto del Lago Amboseli. I game drive hanno permesso di osservare anche ippopotami, bufali, fenicotteri, zebre, impala, gnu e sciacalli. Il giorno seguente, nonostante la vetta coperta dalle nuvole, due ghepardi maschi hanno offerto uno degli avvistamenti più significativi del percorso.
La tappa successiva è stata il Lago Naivasha, raggiunto dopo un lungo trasferimento condizionato dal traffico. Una gita in barca di circa un’ora ha mostrato ippopotami, cormorani, pellicani e un’aquila pescatrice. Il lago d’acqua dolce ospita oltre 400 specie di uccelli e una popolazione consistente di ippopotami. Da qui l’itinerario è proseguito verso il Lago Nakuru, dove un game drive ha portato all’incontro con fenicotteri, zebre, bufali, giraffe, iene, sciacalli e diversi rinoceronti bianchi, oltre a due esemplari solitari osservati da vicino.
La savana del Masai Mara
Il sesto giorno il gruppo ha raggiunto la riserva del Masai Mara, ecosistema di 1.500 chilometri quadrati collegato al Serengeti tanzaniano. Nel corso dei safari sono stati avvistati leoni, leonesse, ghepardi, iene, elefanti, giraffe e gazzelle. Il giorno successivo è arrivato anche il leopardo, completando l’osservazione dei cosiddetti Big Five. L’episodio ha confermato però anche il principale limite rilevato durante il viaggio: in pochi minuti, intorno al felino, si sono radunati numerosi veicoli.
Un’ulteriore uscita lungo il fiume Mara ha permesso di osservare una famiglia di iene con due cuccioli, alcuni leoni e una ginetta. Il fiume è il punto in cui, durante la Grande Migrazione, gnu e zebre attraversano il confine tra Kenya e Tanzania. Dopo il rientro a Nairobi e una notte vicino all’aeroporto, il tour si è concluso con il trasferimento per il volo di ritorno. L’organizzazione locale è stata affidata a Spirit of Kenya, mentre voli e sistemazione dell’ultima notte sono stati prenotati autonomamente.