Il mercato degli affitti brevi sta vivendo un periodo di crisi, con una significativa diminuzione dei redditi che si prevede possa raggiungere il 16% nel 2025. Dopo un iniziale boom post-pandemia, il settore mostra segni di affaticamento, come evidenziato dai dati forniti da Italianway e riportati dal Sole24Ore in collaborazione con Aigab.
A Venezia, il profitto netto per gli affitti turistici è calato del 16,5% nell’ultimo anno, passando da 21.672 euro a poco più di 18.000 euro all’anno, cifra già al netto delle spese, ma non della cedolare. Nonostante ciò, la redditività lorda rimane elevata, attestandosi al 10,8% sul valore dell’immobile. Tuttavia, anche il tasso di occupazione ha subito una flessione, scendendo dal 62% al 55%.
Situazione simile si registra a Firenze, dove l’incasso annuo netto è diminuito del 12,6%, con una redditività lorda attuale del 6,8%. Anche il tasso di occupazione è calato, seppur in modo meno marcato, dal 61% al 58%. A Roma, i profitti sono diminuiti del 9,4%, con una redditività lorda attuale del 9,5%.
Questa battuta d’arresto è attribuibile a diversi fattori, tra cui i nuovi vincoli normativi e la flessione della domanda da parte di alcuni bacini di traffico internazionale. L’introduzione del CIN, il codice identificativo nazionale, le verifiche fiscali più severe e il nuovo regolamento dell’Unione Europea riguardante le piattaforme di affitti brevi hanno contribuito a questa situazione.
Nonostante ciò, il panorama dell’offerta rimane robusto, con oltre 718.000 unità immobiliari registrate nella banca dati delle strutture ricettive (Bdsr) presso il Mitur e un totale di 72.000 annunci censiti nei 20 principali capoluoghi.
Marco Celani, presidente di Aigab, ha commentato: “Le ragioni del rallentamento sono molteplici. Le tariffe, dopo il picco del 2023, sono in costante calo. Inoltre, si osserva una diminuzione della domanda di turisti internazionali e altospendenti: a Venezia, ad esempio, sono arrivati meno americani e asiatici, e questo ha inevitabilmente impattato sul mercato. Venezia, Firenze e Roma condividono un modello di turismo simile e subiscono dinamiche analoghe”.
Un’eccezione in questo contesto è rappresentata da Milano, dove il profitto netto degli affitti brevi è rimasto sostanzialmente stabile, con una flessione di appena 0,5% sull’anno, mentre il centro storico ha visto una perdita di quasi il 2%.