Rotte interiori

Cristina Donà, i luoghi che hanno ispirato la sua musica

Montagne bergamasche e paesaggi nordici: una cantautrice racconta itinerari, incontri e suggestioni trasformati in canzoni.

Cristina Donà, i luoghi che hanno ispirato la sua musica

Le canzoni di Cristina Donà nascono spesso dal rapporto con la natura, dai silenzi e dai paesaggi incontrati lungo il cammino. In attesa del nuovo album di inediti, la cantautrice ripercorre alcune esperienze di viaggio che hanno alimentato la sua scrittura, dagli scenari della Val Seriana alle distese d’acqua della Finlandia.

Dopo aver lasciato Rho, Donà si è trasferita in Val Seriana, tra le montagne bergamasche. Una scelta che ha modificato il suo modo di intendere il viaggio: non soltanto la partenza verso mete lontane, ma anche la possibilità di osservare con occhi nuovi i paesi e i sentieri vicini a casa. La dimensione naturale, racconta, le ha permesso di scoprire un territorio che non immaginava così affascinante pur vivendo nei pressi di Milano.

Finlandia e Stati Uniti, i viaggi più memorabili

Proprio dai panorami delle montagne sono arrivate alcune delle suggestioni che hanno accompagnato la sua musica, dagli esordi fino ai lavori più recenti. Tra i ricordi più intensi c’è il viaggio nella Regione dei Laghi finlandese, descritta come uno spazio di immense solitudini, foreste e distese d’acqua apparentemente infinite. Il blu dominante e la sensazione di trovarsi davanti a un ambiente ancora puro le hanno dato, spiega, una percezione di pacificazione interiore.

Un’altra esperienza significativa è stata la prima visita negli Stati Uniti, compiuta sulle tracce di Bruce Springsteen, uno degli artisti più importanti per la sua formazione. L’itinerario ha attraversato New Jersey, Nebraska e San Francisco, seguendo le tappe di un percorso umano e artistico. Da quel viaggio è nato anche God Less America, libro scritto insieme a Michele Monina, compagno di viaggio.

Le suggestioni culturali hanno avuto un ruolo centrale anche in un soggiorno a Glen Ellen, nella Sonoma Valley californiana. Donà e il marito Davide Sapienza, scrittore di viaggi e autore di reportage, hanno visitato il Jack London State Historic Park, dove lo scrittore trascorse gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla fattoria e al rapporto con la terra.

All’interno del parco, la cantautrice indica in particolare i resti della Wolf House, la villa di campagna costruita sotto la direzione di London e da lui definita la casa dei sogni. L’edificio andò distrutto in un incendio, per circostanze mai chiarite, prima che lo scrittore potesse abitarlo. Per Donà, il sito conserva la sensazione di entrare direttamente nella poetica dell’autore.

Quando il viaggio diventa una canzone

Durante i viaggi, Donà osserva soprattutto le abitudini delle persone e il modo in cui affrontano la vita quotidiana. Anche un bar anonimo può diventare un luogo di ascolto, attraverso le conversazioni degli altri clienti. Tra le sue attenzioni ci sono inoltre gli edifici sacri, non soltanto quelli più noti, considerati una chiave per comprendere la storia e l’identità dei territori.

Questi elementi si trasformano poi in parole, rumori e silenzi musicali. Nido è nato dai percorsi lungo le strade secondarie della Bassa Padana, mentre Senza parole prende spunto da un tramonto osservato durante un’escursione verso il massiccio della Presolana. Nella sua scrittura ritorna anche il tema dello spazio: un viaggio mai compiuto, ma immaginato nei dettagli e forse, un giorno, destinato a diventare reale.

La nuova fase creativa arriva dopo deSidera, ultimo album pubblicato nel 2021, e dopo un’estate di concerti in luoghi inusuali. In alcune esibizioni Donà ha presentato Spiriti guida, lavoro realizzato con il compositore Saverio Lanza e dedicato agli artisti che hanno contribuito a definire la sua identità musicale.